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Cronaca
SAN DIDERO

«Sassi lanciati contro i No Tav»: la questura respinge le accuse

Un altro episodio contestato dopo la manifestante ferita tre settimane fa
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Dopo il caso dell’attivista che, secondo i No Tav sarebbe, stata ferita al volto da un lacrimogeno, ieri nuove accuse – subito respinte dalla questura – sono arrivate dal movimento.

Questa volta al centro delle attenzioni è finito un episodio che sarebbe avvenuto domenica, al termine di una “biciclettata” organizzata dai No Tav per inscenare l’ennesima protesta contro il cantiere dell’alta velocità ferroviaria. Una giornata che – a differenza di quanto avvenuto sabato in piazza a Torino in occasione delle manifestazioni per il primo maggio – si era conclusa senza scontri con le forze dell’ordine. Eppure, secondo quanto riferito dai No Tav, un agente di polizia avrebbe lanciato tre sassi contro i manifestanti in bici, colpendo uno di loro. L’episodio – di cui non esistono registrazioni – è stato raccontato dai No Tav con un lungo comunicato stampa e in un video in cui due attivisti – in forma anonima e a volto coperto – raccontano in prima persona quanto sarebbe avvenuto in Valle. Domenica il corteo in bici è partito da Bussoleno per arrivare fino al nuovo presidio di San Didero che sorge di fronte al futuro cantiere dell’autoporto. Qui i No Tav hanno provato a provocare le forze dell’ordine schierate a difesa dell’area, consegnando loro un sacco contenente dei candelotti dei lacrimogeni utilizzati in occasione degli scontri delle ultime settimane. «È stata un’iniziativa pacifica – spiegano i No Tav – tuttavia, al termine della giornata, quando ormai tutti stavano tornando a casa, alcuni ragazzi che stavano ripartendo in bici hanno assistito all’ennesimo episodio di violenza. Un poliziotto ha gridato ai ragazzi “ammazzatevi” e ha lanciato tre sassi sui ragazzi. Uno ha colpito il guard rail, uno la strada e il terzo la gamba di un ragazzo. Questo a lato della statale, su cui passavano le auto: se i ragazzi avessero perso l’equilibrio per il colpo, sarebbe potuta essere una tragedia».

Accuse che vengono fermamente respinte dalla questura da dove si sottolinea che «nessun agente ha lanciato sassi contro i manifestanti» e che si tratterebbe «dell’ennesimo tentativo di gettare discredito sulle forze dell’ordine». Il riferimento è a quanto successo tre settimane fa, dopo che una manifestante è stata ricoverata in ospedale con delle ferite al volto. «Provocate da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo» è l’accusa dei No Tav. «Provocate da un corpo contundente» secondo la questura, che aveva anche specificato come «i lacrimogeni a distanza di 30-40 metri si sfaldano in dischi di sostanza polverosa di pochi millimetri». Tensione che era poi riesplosa sabato scorso in piazza Castello, quando i No Tav hanno approfittato del corteo del primo maggio per entrare ancora una volta in contatto con gli agenti.

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