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Sardine vecchie e nuove

Qualcuno ha pubblicato giorni fa su Fb la foto di alcuni bimbi in divisa da figli della lupa, col fez e la camicia nera. Molti commenti grondavano commiserazione per quegli innocenti inconsapevoli degli ‘orribili ideali’ cui erano costretti a prestar fede. Non si accorgevano, quegli antifascisti pavloviani, che i loro commenti erano indice di analogo indottrinamento di segno opposto subìto da loro fin da piccoli. Tutti i regimi dittatoriali si sono sempre dedicati a irreggimentare le fragili menti dei minori. Anche la Chiesa ha sempre fatto lo stesso negli orfanotrofi, nei collegi, negli oratori. Ma Mussolini si limitava a vestirli da soldatini e farli marciare, mentre Stalin e Mao li spingevano anche a sorvegliare i famigliari. Li mutavano in piccole spie e li premiavano con encomi e medaglie quando segnalavano parole di dissenso udite in famiglia. Pol Pot giunse addirittura ad affidare ai bambini la gestione dei suoi gulag, ben sapendo che nessuno come il bambino sa essere spietato, quando è convinto di fare una cosa ‘da grande’ premiata e gradita ai ‘grandi’. Nihil sub sole novum*. Peccato che queste sentinelle a posteriori della purezza infantile siano abituati a riempire in classe le testoline degli scolari con idee di sinistra, dall’asilo alla maturità. A travestirli con abiti del sesso opposto per abituarli alla teoria gender. A portarli in piazza ogni 25 aprile fin dalle elementari con bandiere arcobaleno, cantando bellaciao. Non è indottrinamento, quello? E’ persino peggio di quello trasparente e dichiarato del Duce, perché è subdolo, vile, mascherato. E’ l’allevamento delle sardine, da inscatolare appena maggiorenni.
(* Niente di nuovo sotto il sole)

collino@cronacaqui.it

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