Rita Pavone
Spettacolo Tempo Libero
Un riconoscimento per l’ex “Gianburrasca”

Sanremo, premio alla carriera a Rita Pavone: “La mia, una favola incredibile”

L’artista torinese: “Ho vissuto un sogno. Ho cantato ovunque. Dedico il premio a chi mi ha amato in questi anni”

Rita Pavone ritirerà domani il Premio alla Carriera (che le è stato ufficialmente consegnato oggi) nel corso dell’ultima serata del Festival di Sanremo. In conferenza stampa, l’artista torinese (giurata alla kermesse canora) ha parlato della sua vita come di “una favola incredibile”. “Ho vissuto un sogno” ha detto. ” Da Berlino a New York passando per la Russia – ha proseguito – ho cantato ovunque anche se con piccole case discografiche che mi supportavano ho girato tutto il mondo. Ho fatto un viaggio in un momento pionieristico, senza major. Dedico il premio a chi mi ha amato in questi anni. E ringrazio chi mi ha amato nella buona e nella cattiva sorte”.

EMOZIONE INDESCRIVIBILE
“Ricevere il premio nella casa della musica italiana, perché tale la considero, è per me un’emozione indescrivibile” ha poi proseguito Rita Pavone ricordando come siano trascorsi 55 anni da quando nel 1962 vinse il “Festival degli sconosciuti“, primo talent italiano. Da allora, ha rilanciato “quante cose mi sono successe, dai dischi d’oro ricevuti, palchi famosi calpestati, classifiche nazionali ed internazionali scalate. Desidero dedicare questo premio a tutti coloro che da 55 anni mi amano e mi sostengono ancora con tanto affetto. Senza di loro questo premio non esisterebbe”.

OGNUNO NASCE CON UN DESTINO
“Credo – ha poi ammesso la cantante – che ognuno nasca con un destino, con qualcosa da dire e con una ispirazione, poi ognuno trova la sua strada, ma l’importante è sempre ascoltare gli altri e imparare sempre qualcosa dagli altri”.

IL LOOK CHIC ROCK DELLA CANTANTE
L’ex “Gianburrasca” è sbarcata in sala stampa con un look chic rock. Classe 1945, agguerritissima, apparsa in perfetta forma, la cantante torinese indossava con disinvoltura un chiodo di pelle nera, pantaloni scuri con una banda brillantinata. E ai piedi aveva tronchetti rossi, con una fantasia scozzese, originalissimi. Prima della conferenza stampa ha detto che la serata delle cover di ieri le è “piaciuta molto”. Poi ha risposto anche a domande su una un suo eventuale ritorno sul palco dell’Ariston. Ma da concorrente.

A SANREMO NON SONO DI CASA
“Se tornerei al festival? A Sanremo non sono di casa, non sono una habituée” si è limitata a replicare l’artista ricordando di essere “già venuta al festival 3 volte e 2 non mi è andata benissimo. La prima (nel ’69, con il brano “Zucchero“, ndr) con una canzone in cui credevo, ma che aveva bisogno di un ascolto in più, non era un brano che acchiappava subito. La seconda era già tanto che fossi entrata (con “Ahi, ahi ragazzo“, nel 1970, ndr)”. “A volte – ha spiegato la Pavone – non mi ritrovavo in ciò che cantavo: a volte i discografici ti fanno portare a Sanremo pezzi che non senti tuoi, perché ti dicono che è un successo. Ma non è detto dovesse esserlo con la mia voce”.

MI HANNO SORPRESO I GIOVANI
Durante l’incontro con i giornalisti, la Pavone ha detto la sua rispetto a quanto visto finora sul palco dell’Ariston: “Mi hanno sorpreso i giovani per la ricerca di un linguaggio nuovo. Ho sentito delle tracce d’antan, ma ho visto che il pubblico ha provveduto da solo”. Ma sulla base di quale criterio l’ex Gianburrasca “giudica” un pezzo? “Devo sentire il pugno allo stomaco”, e a tal proposito: “Bisogna valorizzare i giovani. Secondo me alcuni di loro sono già pronti per essere big l’anno prossimo”.

 

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