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Salute
Torino è la seconda città più cara d’Italia

Sanità privata, è boom: ora aprono le cliniche anche nei supermercati

Due nuovi centri medici Humanitas e Cidimu previsti al Lingotto e alla Coop di corso Botticelli nei prossimi mesi

La sanità privata sta prendendo sempre più piede in città e in regione. Tra tempi di attesa infiniti nel pubblico, sempre più torinesi decidono di fare esami a pagamento e il business sta crescendo a vista d’occhio, tanto che ora le cliniche si aprono anche dentro i supermercati. E Torino si classifica addirittura al secondo posto in Italia per i costi di una visita a pagamento. Per una gastroscopia si arriva addirittura a spendere 800 euro.

ECCO I “SUPERMARKET DELLA SANITÀ”
Al Lingotto, durante la presentazione della nuova “food court”, è stata annunciata dal direttore del supermercato l’apertura di un nuovo ambulatorio medico Humanitas nell’ara nord del centro commerciale. «Tra meno di un anno sorgerà una nuova clinica Humanitas di 650 metri quadrati, vogliamo essere parte della città e lo abbiamo dimostrato vaccinando 150mila persone» ha spiegato il direttore del centro commerciale, Fabrizio Cardamone. Humanitas ha già aperto una clinica all’interno del centro commerciale “Il Centro” ad Arese. Le scritte “prossima apertura” compaiono già sulle vetrine della clinica Cidimu realizzata dentro la Coop di corso Botticelli. I tempi che intercorrono da qui all’inaugurazione però non sono ancora certi. «E’ il primo nostro hub sanitario a essere aperto in un centro commerciale – spiegano da Cidimu -, sarà un piccolo poliambulatorio, ma siamo in attesa di ultimare le procedure e la data di apertura è ancora da definire».

PREZZI FOLLI A TORINO
Insomma, sembra sempre più chiaro che si potrà andare dal medico mentre si fa la spesa. Un modo di curarsi certo più comodo rispetto all’ospedale che richiede mesi e mesi di attesa, ma decisamente più caro. Secondo l’inchiesta di Altroconsumo, Torino è la seconda città più cara, dopo Milano, per la sanità privata. Rispetto a Palermo i prezzi sono salgono addirittura del 150%. Per intenderci: a Genova siamo al +23%, Bologna al +28%, Roma e Firenze al +48% e +43%.

Costi e tempi d’attesa sono però molto diversi da struttura a struttura privata, anche nella stessa città. Dall’analisi condotta su 195 centri in 10 città italiane, emerge ad esempio che a Torino una gastroscopia può costare 800 euro in una struttura e 132 in un’altra (500% di differenza). A Milano per una risonanza magnetica si possono spendere 95 euro come 620 euro (con una differenza del 553%), mentre a Bari un elettrocardiogramma può costare 15 oppure 60 euro (+300%).

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