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Salute
COVID E SANITÀ

Sanità, allarme No Vax: «Così si fermerà tutto, la legge va rispettata»

Solo a febbraio la sentenza sui ricorsi del personale. Ma le Asl danno un ultimatum di altri quindici giorni

Questa volta il problema è più che serio. «La sanità così si inchioda». E c’è da crederci se a lanciare l’allarme è l’assessore Luigi Icardi, non solo davanti all’evidenza di almeno 22mila camici bianchi che in Piemonte ancora non hanno risposto alla chiamata per la profilassi contro il Covid, ma soprattutto per la paura di quel 10% che il vaccino proprio non lo vuole. Duemila No Vax pronti alla sospensione dal lavoro senza stipendio, pur di non rispettare un obbligo di legge. E il Tar, nel merito di un ricorso presentato da circa 600 operatori, potrebbe pronunciarsi soltanto a febbraio.

L’ALLARME DELLA REGIONE
«Stiamo parlando di almeno 2mila medici e infermieri dichiaratamente contrari alla vaccinazione che operano nei nostri ospedali» sottolinea Icardi, senza nascondere un’ulteriore timore rispetto ai tempi che le agende della magistratura potrebbero richiedere per dirimere la questione. Ai dipendenti non vaccinati, nel frattempo, sarà richiesto di fornire adeguate motivazioni alle Asl e, nell’eventualità, provvedere a sottoporsi all’immunizzazione al più presto. Entro quindici giorni. In Piemonte gli operatori sanitari che ancora non hanno ricevuto il vaccino, per le più svariate ragioni, sono almeno 17.657 più altri 4.398 che operano fuori regione per un totale di 22.055. In provincia di Torino oltre 10mila: 3.462 all’Asl Città di Torino, 2.806 alla To3, 2.080 alla To4, 1.428 alla To5. «Attendiamo – aggiunge l’assessore alla Sanità della Regione – ma sono già uscite sentenze a favore dei non vaccinati».

ULTIMATUM DI QUINDICI GIORNI
Nell’udienza che si è svolta ieri mattina davanti ai giudici amministrativi l’avvocato Daniele Granara, legale del personale sanitario ricorrente, ha chiesto il rinvio dell’istanza di sospensiva fino all’udienza di merito che il presidente del Tar del Piemonte, Vincenzo Salamone, ha fissato il 22 febbraio. «Le Asl sinora sono state prudenti e virtuose» ha spiegato il legale, ricordando come ancora nessuno sia stato raggiunto da provvedimenti di congelamento dello stipendio o cambio di mansione. Ma ancora non per molto. Le Asl daranno altri quindici giorni di tempo prima di far scattare le sanzioni per il personale sanitario che ancora non si è sottoposto alla vaccinazione e invieranno ai medici non vaccinati un ultimo formale invito. Martedì mattina la Regione e il Dirmei avevano convocato un incontro presso l’Ordine dei Medici per tentare di dirimere la questione e ascoltare, alla presenza del commissario Antonio Rinaudo, anche le motivazioni dei contrari. Peccato che si siano presentati soltanto in due. Al momento non sono previsti ulteriori provvedimenti, ma la tensione a riguardo sta crescendo. E si fa tangibile, specie in vista dell’autunno e di quella che potrebbe rappresentare una nuova stagione di contagi e ricoveri in particolare tra i non vaccinati. A partire dagli operatori della sanità pubblica e privata. «La Regione prosegue nel rispetto della legge, sarà nostra cura verificarli. Le Asl, che sono i datori di lavoro, seguano le disposizioni» ha commenta il governatore Alberto Cirio, rammaricato dalla scarsa partecipazione all’incontro convocato per confrontarsi con i No Vax. «Sono andati in due, un po’ pochi. Io sono per la libertà di opinione, per questo dico che sarebbe stato utile capire quali sono le ragioni di chi decide di sottrarsi a quello che è un obbligo di legge. Il gesto la Regione l’ha fatto, perché crediamo nel confronto ma anche alle evidenze scientifiche. Siamo in emergenza sanitaria e in emergenza sanitaria comanda la scienza medica». Nel frattempo parlano i numeri: il Piemonte non registra decessi da Covid.

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