L'intervista della settimana: KABIR BEDI

Sandokan si confessa: «Il mio amore per Torino è nato grazie a Salgari»

Gli occhi verdi più belli e famosi del pianeta hanno appena compiuto 75 anni di una vita vissuta intensamente, fatta di successi e grandi amori, tanto da essere quasi leggenda. Così come leggendarie sono le imprese che quegli occhi hanno visto e interpretato sul volto di Kabir Bedi, colui che, bello, aitante, esotico ha dato vita a uno dei personaggi più famosi della letteratura internazionale: Sandokan. Non è stato facile stare a tu per tu con l’attore nato il 16 gennaio del 1946 nel Punjab pachistano da famiglia indiana. Dopo avere vissuto per molti anni in Italia a partire dal 1976 quando il regista Sergio Sollima lo scelse per la serie tv, oggi Kabir Bedi è tornato a stare in India, a Mumbai, diviso fra il suo impegno solidale a favore dei bambini poveri con le associazioni SightSavers e Care & Share Italia, Bollywood e l’amore per la quarta moglie, Parveen Dusanaj. Ma è bastato pronunciare il nome di Emilio Salgari, di cui quest’anno ricorrono i centodieci anni dalla morte, di Torino e dell’Italia per ricevere da Kabir il più caloroso degli abbracci. In barba alle decine di film e serie tv da protagonista da Hollywood a Bollywood. Per Kabir, Sandokan, sarà sempre un fratello, l’alter ego di un’intera esistenza.

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