Sanabria
Sport
QUI TORO

Sanabria: «Puntiamo a giocarcela con tutti»

L’ex Genoa: «Speriamo di lottare per obiettivi importanti»

Il metodo Juric è proprio ciò che ci voleva, lo conferma anche Antonio Sanabria. «È giusto che siano sessioni intense, in questo modo ci mettiamo a posto per la stagione – ha spiegato l’attaccante paraguaiano ai microfoni di Torino Channel – e bisogna lavorare duramente adesso per stare bene durante l’anno». Si suda e si fatica, d’altra parte c’è da riscattare due anni decisamente al di sotto delle aspettative: e l’ex Betis Siviglia, che al suo arrivo sotto la Mole lo scorso gennaio realizzò cinque reti nelle prime sette presenze, vuole trascinare il Toro verso grandi obiettivi.

E quali sono, Sanabria?
«L’anno scorso abbiamo fatto tanta fatica, ora speriamo di lottare per qualcosa di grande e di importante. Con il mister lavoriamo tantissimo tra palestra e campo, alterniamo tanti lavori e il suo metodo ci aiuterà per essere pronti in vista delle partite ufficiali: puntiamo a giocarcela contro tutti».

A proposito di Juric, qual è stato il suo impatto e com’è il vostro rapporto?
«È buono come con tutti, c’è tanta predisposizione da parte del gruppo nell’imparare i suoi dettami: siamo tutti su questa strada, vogliamo fare bene. Con lui è molto importante offendere e difendere di squadra, il pressing è molto importante perché se recuperiamo palla subito siamo alti e possiamo arrivare prima verso la porta avversaria».

Aspettando Belotti, in attacco siete in tanti: come vivete la competizione?
«È sana, siamo tutti a disposizione del mister e poi toccherà a lui fare le scelte migliori: siamo pronti per aiutare la squadra. E, più in generale, si sta creando un bel gruppo, qui in ritiro stiamo tanto insieme. Condividiamo il pranzo e la cena, nel tempo libero chiacchieriamo e giochiamo alla playstation: solitamente ci sfidiamo a due contro due a Fifa, il gioco di calcio».

A livello personale, invece, a breve la famiglia si allargherà ulteriormente.
«A settembre arriverà un’altra femmina, siamo contenti: esulto con una M e una A, sono i nomi di mia moglie Maria e di mia figlia Arianna, e adesso la secondogenita si chiamerà Mia. E poi sono legatissimo a mia nonna: le ho dedicato un tatuaggio con la scritta Brigida, è stata lei a spingermi ciò che sono diventato e che da bambino mi portava al campo a giocare. Il mio sogno era fare il calciatore, è grazie a lei se sono arrivato fino a qui».

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo