damilano-salvini
Cronaca
LA GIORNATA. Il leader del Carroccio in Piemonte

Salvini punta su Torino: «Vinceremo al primo turno e avanti 10 anni»

Dalla visita al cantiere dell’Alta Velocità al lancio della campagna elettorale di Paolo Damilano al Golden Palace

Non conosce scaramanzia il leader della Lega Matteo Salvini che, ieri a Torino, ha lanciato la campagna elettorale del candidato sindaco del centrodestra Paolo Damilano. «Per fare un lavoro fatto bene servono almeno dieci anni» ha spiegato Salvini, già proiettato verso il secondo mandato amministrativo del suo pupillo. Al tavolo assieme all’ex ministro dell’Interno il segretario della Lega Riccardo Molinari, l’onorevole Alessandro Benvenuto e l’assessore regionale Fabrizio Ricca. «Damilano sarà il primo, storico, sindaco non di sinistra di questa splendida città» il battesimo di Matteo Salvini al Golden Palace. «Vi invito a chiudere la partita al primo turno. Ci sono tutte le possibilità per evitare il ballottaggio». E ancora: «Torino può essere laboratorio di un centrodestra nuovo, unito, inclusivo e allargato». E per raggiungere l’obiettivo il primo passo è chiamare a raccolta gli imprenditori. «Serve un sindaco che conosca il mondo del lavoro» va dritto al punto Molinari e si focalizza sulla partita della Gigafactory.  «Penso che l’Italia debba pretendere un investimento da parte di Stellantis. Dovremo fare una battaglia per portare la fabbrica di batterie a Mirafiori». Su questo punto interviene subito anche il candidato sindaco e conferma la linea dettata dal segretario leghista. «Parlando con le periferie abbiamo capito che la salute è prioritaria, ma subito dopo c’è il lavoro» spiega e il pensiero va ai lavoratori ex Embraco che, fuori dai cancelli dell’hotel, chiedono di essere ascoltati. «Dobbiamo essere realistici – ragiona Damilano -. Non possiamo obbligare un’azienda a restare in Italia se ha deciso di andarsene. Ma un sindaco  deve essere in grado di cogliere la chiusura come un’opportunità. Posso promettere di mettere a disposizione la mia rete di conoscenze». Nessuna falsa promessa. Anche sulla storia che ha portato alla sua candidatura, Damilano parla senza veli. «Se non avessi visto delle possibilità importanti per questa città, non mi sarei impegnato». E ancora: «Il mestiere del sindaco è delicato e, per certi versi anche pericoloso. Perché ci sia coraggio bisogna essere messi nelle condizioni di poter lavorare senza paura».

Il “futuro sindaco” come lo appella sorridente Salvini, è stato ieri in visita al cantiere di Chiomonte insieme al leader del Carroccio. «Se il Tav era importante prima, è indispensabile adesso. Di queste opere noi abbiamo bisogno» sottolinea. E anche in questo caso Salvini fa sentire il suo sostegno: «Torino si è fermata per i troppi no. Damilano è la persona giusta al posto giusto. Chi sa far girare un’impresa sa far girare anche una città». Anche quando il suo campione viene accusato di essere poco empatico e comunicativo, Salvini sguaina la spada. «Ho fatto il viaggio da Chiomonte a Torino in macchina con Damilano e abbiamo parlato di quartieri, crisi aziendali e mobilità – racconta -. Mi sembra che abbia le idee chiare. È sicuramente una persona molto concreta».

Di ritorno dal cantiere dell’Alta Velocità, Salvini si è fermato a firmare la petizione del Siulp. «Sono andato a portare solidarietà agli uomini e donne delle forze dell’ordine, che anche a Torino combattono contro spaccio, degrado e violenza» commenta e poi, pensando alle comunali, si sbilancia: «Vedrete, Torino sarà una sorpresa». Parole di miele anche per Alberto Cirio. «Il governatore insieme alla Lega sta facendo bene» commenta a Cuneo. «Ho buone sensazioni per le prossime tornate amministrative, a Torino ma anche in provincia».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo