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Politica
IL FATTO

Salvini a Domodossola, il Pd punta sulle Feste. Ma in testa c’è Meloni

Berlusconi promette: «Pensioni a 1.000 euro»

Neanche il tempo di metabolizzare le fine del governo di Mario Draghi, che ci si ritrova catapultati nel mezzo della campagna elettorale. Chiusa la parentesi di governo tecnico, i politici tornano protagonisti delle piazze. Il primo a partire ufficialmente è il leader del Carroccio Matteo Salvini, che sarà a Domodossola oggi per il calcio di inizio. A dare l’annuncio è stato il capogruppo della Lega in Regione Alberto Preioni, insieme al senatore Enrico Montani. Il Pd, dal canto suo, punta sulle Feste dell’Unità già organizzate, per consolidare il consenso tra i suoi. Ma è ai Meloniani che bisogna guardare con maggiore attenzione. Fratelli d’Italia si conferma infatti in testa con il 22,8% di preferenze, secondo un recente sondaggio condotto da Youtrend. Segue Salvini con il 14,4% di voti e chiude Forza Italia con l’8,4%. I tre si sono mostrati più compatti che mai nell’affrontare la crisi di governo, consci probabilmente che la legge elettorale attualmente in vigore – il Rosatellum – premia gli schieramenti di coalizione. Una questione con cui pure dovranno fare i conti i dem, che hanno visto scivolarsi dalle mani l’alleanza con il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte, che si assesterebbe intorno al 10% secondo i previsionali, nel caso in cui decidesse di correre da solo. Al di là di cosa convenga, Silvio Berlusconi non ci sta a fare la parte di quello che segue a ruota Matteo Salvini. E infatti parte subito in quarta. «Nel nostro programma c’è l’aumento delle pensioni ad almeno mille euro al mese per 13 mensilità» spiega il Cav, intervistato dal Tg5. «C’è la pensione alle nostre mamme che sono le persone che hanno lavorato di più alla sera, al sabato, alla domenica, nei periodi delle ferie e che hanno diritto di avere una vecchiaia serena e dignitosa e poi c’è l’impegno a mettere a dimora, a piantare ogni anno almeno un milione di alberi su tutto il territorio Nazionale» aggiunge. Il quadro è in divenire. Quel che è certo è che sarà una campagna elettorale anomala, come non se ne sono mai viste nella storia della Repubblica, con voto in autunno.

Lo sprint delle politiche poi dà uno scossone anche alle Regionali del 2023. Non è sfuggito a nessuno che il presidente in carica Alberto Cirio (Fdi) sia rimasto silente in questi giorni di tensione. Alcuni all’interno di Forza Italia hanno deciso di voltare le spalle al partito che si è reso corresponsabile della caduta di Mario Draghi. Lui no. Almeno ufficialmente. Estimatore di Draghi fin dalla prima ora, Cirio ha scelto di restare fedele a Berlusconi, che pure ha riservato parole velenosissime contro coloro che hanno deciso di lasciarlo. Sul versante opposto, il candidato più accreditato per il centrosinistra resta Daniele Valle (Pd) che non ha perso occasione per rimarcare il silenzio di Cirio «solitamente loquace» sulla crisi di governo.

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