La copia del Salvador Mundi esposta al Castello di Rivoli
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IL GRANDE BLUFF

Ecco il Salvator Mundi, ma è una copia

La provocazione a Rivoli, l’autore: «Voglio rendere il dipinto fruibile per tutti»

Nella settimana delle arti che sarà ufficialmente tenuta a battesimo questa sera con l’inaugurazione di “Artissima”, il colpo di scena arriva dritto dritto dal Castello Rivoli il quale prova a giocare amalgamando la sua stessa essenza contemporanea con il Rinascimento. Si tratta dell’esposizione a sorpresa, anticipata ieri da una criptica comunicazione, di una copia del Salvator Mundi di Leonardo realizzata nel 1967 dall’artista turco Taner Ceylan e che ha lo scopo di una provocazione volta a riaccendere il dibattito sull’opera più controversa leonardesca.

Un’opera circondata dal mistero sul suo destino dopo che fu acquistata nella sede newyorkese di Christie’s il 15 novembre del 2017 per la cifra record di 450 milioni di dollari. Un’opera che non può comunque rimanere nel mistero quella del volto del Cristo così poeticamente visto dal genio rinascimentale. In ogni caso un capolavoro, che merita quante più esposizioni possibili, anche se per “fiction” o solo per accontentare i “capricci” creativi dell’originale direttore del museo di Rivoli, Carolyn Christov-Bakargiev. «Ri-creare un altro Salvator Mundi mi ha dato l’opportunità di immergermi nelle qualità tecniche e negli strati spirituali di questo controverso dipinto. Non è stato facile. Questo modo di dipingere mi ha dato l’opportunità di avvicinarmi all’epoca rinascimentale – afferma Ceylan -. Sono consapevole delle polemiche che circondano questo dipinto. Può essere un originale oppure no. Secondo me, alcune parti, come le mani e i riccioli dei capelli, potrebbero forse essere state realizzate da Leonardo. Anche la sfera di vetro è un’idea straordinaria per quel periodo. E ovviamente il prezzo di aggiudicazione dell’opera è folle. Dopo questo, non è più di arte che discutiamo quando guardiamo l’arte. Comunque, nel mio caso, anche l’idea di rendere questo dipinto pubblico e visibile a tutti, oltre ciò che il suo proprietario sceglie di fare, è stata la principale spinta a realizzarlo». L’opera è da oggi esposta per completare “D’après Leonardo”, la mostra che ha finora presentato al pubblico capolavori della Collezione Cerruti parte delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e che rientra nelle celebrazioni per il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci (Anchiano, 1452 -Amboise, 1519), e che sarà prorogata al 5 gennaio 2020 in forma modificata. Con ila copia del Salvator appunto, un dipinto a olio su tavola (66×46 cm) attribuito a Leonardo da Vinci e databile al 1499. Infine, solo fino al 3 novembre, da ammirare a Rivoli anche la “Madonna col Bambino” (c. 1516) dell’allievo di Leonardo Marco d’Oggiono.

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