IL CASO

Salta ancora il numero legale e il consiglio cade da remoto

Nemmeno lo smart-working aiuta la circoscrizione 2. Prisco: «Delibere ferme»

Il consiglio cade persino in smart-working. Nemmeno da casa la circoscrizione Due riesce a mandare avanti i lavori e anche l’ultima seduta, a un certo punto, si è interrotta per mancanza del numero legale. Dodici consiglieri di maggioranza presenti quando, prima della delibera sulle bocciofile di piazza d’Armi, è stata chiesta la verifica. E tra chi si era già scollegato e chi, invece, alla seduta nemmeno c’era, ecco l’ennesima frittata.

Impossibile proseguire e tutti a casa. Per modo di dire, visto che a casa i consiglieri già c’erano poiché la politica si fa ancora da remoto. Per la presidente Luisa Bernardini, queste continue interruzioni non pregiudicano l’andamento della macchina burocratica. «Le delibere di giunta vanno avanti, semmai i problemi ci sono su documenti di consiglio come linee guida, convenzioni e protocolli. Ma alla Due si lavora come in altri centri civici».

I numeri però parlano di una Circoscrizione che da anni zoppica. Dal 2016, quasi 40 consigli su 100 sono finiti all’appello. A febbraio, addirittura, la seduta era saltata per colpa di una pizza, perché alcuni consiglieri erano usciti per una rapida cena e, al loro ritorno, il consiglio era stato già aperto, ma subito chiuso per mancanza del numero legale. «È una situazione che va avanti da anni, purtroppo in questo modo le delibere si accumulano», dice Riccardo Prisco, Pd.

«Se qualcuno abbandona la seduta nei giorni in cui siamo già pochi, il numero cade sempre», così Claudio Monaco, Moderati. Duri attacchi da parte delle minoranze. «Le liti in maggioranza prevalgono sul bene dei cittadini. E così delibere di febbraio sono ancora ferme e chissà quando verranno votate», afferma Rita Grimaudo, M5S. «Far cadere un consiglio in smart-working è un’impresa», commenta Domenico Angelino, Fdi. Un’impresa che però è riuscita.

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