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Cronaca
IL CASO

Sale l’allarme per la peste suina: «Non soccorrete più cinghiali»

Vietati i ricoveri al Canc di Grugliasco e 500 cacciatori perlustrano la “zona rossa”

Il primo campanello d’allarme suona anche alle porte di TorinoNon per il ritrovamento di una carcassa di cinghiale infetta dalla peste suina africana, ma proprio per evitare che il virus raggiunga anche il Centro animali non convenzionali di Grugliasco che, proprio ieri, ha ordinato di fermare tutte le consegne di cuccioli ed esemplari adulti di cinghiali rinvenuti in difficoltà o ritenuti abbandonati.

La peste suina africana ha già provocato la morte di decine di ungulati e imposto rigide misure di sorveglianza, controlli e divieti di attività all’aperto nell’Alessandrino ma anche ai confini con la Liguria, imponendo specifiche limitazioni anche alla raccolta di funghi o tartufi in 114 Comuni di cui 78 in provincia di Alessandria e 36 tra Genova e Savona. Per ora le indicazioni sono quelle di non intervenire in alcun caso. «Coloro che rinvenissero una carcassa di cinghiale sono invitati a scattare una fotografia, a raccogliere le coordinate geografiche del luogo e a segnalare il ritrovamento» spiegano dalla Città Metropolitana che sta monitorando l’epidemia insieme con la Regione Piemonte. Nel caso ci si imbatta in una carcassa di cinghiale, invece, occorre pulire e disinfettare le proprie scarpe e gli pneumatici dei veicoli che possano esservi transitati sopra corpi, escrementi o urina degli animali ritrovati morti.

Proprio quello che stanno facendo dopo ogni “battuta” i primi cinquecento cacciatori, senza carabina, partiti verso l’Alessandrino e la Liguria per monitorare l’area e completare il censimento degli animali morti. Prima che si arrivi ad armare i fucili, infatti, dovranno essere messi in sicurezza campi e attraversamenti che i cinghiali, anche in branco, potrebbero sfruttare per estendere la propria presenza oltre la “zona rossa” con il rischio di far dilagare la malattia in Piemonte, ma anche in Lombardia e in Emilia Romagna. Benché il virus non contagi l’uomo, infatti, l’allerta è ai massimi storici per gli allevamenti di maiali e le produzioni di carni e insaccati.

Le previsioni per Alessandria si aggirano attorno agli 8mila capi già da abbattere in cattività, ma se il contagio arrivasse a diffondersi anche in altre province il totale potrebbe essere di 1,3 milioni di maiali che, con una stima di circa 300 euro di valore per ognuno, porterebbe ad un danno da 400 milioni di euro solo all’inizio della filiera. Al momento, però, lo scenario sembra sotto controllo Nell’area considerata infetta le carcasse positive ritrovate sono 34 equamente ripartite tra Piemonte e Ligura. Una nuova positività è stata riscontrata nel territorio del comune di Rocca Grimalda in provincia di Alessandria.

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