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Cronaca
IL CASO

Rubavano bancomat e Visa alle Poste: arrestati mentre frugano tra le buste

Quattro truffatori scoperti dalla polizia all’interno del centro di smistamento di via Reiss Romoli

Sono stati colti con le mani nelle buste, mentre frugavano nelle cassette di lettere al Cmp, il Centro meccanizzato per smistamento postale di Poste italiane in via Reiss Romoli. E forse non per un caso. La polizia postale da mesi stava indagando sui presunti raggiri messi in atto da una banda organizzata, in grado di truffare (si ipotizza) decine di titolari di conti correnti. Ma i quattro presunti ladri – tutti di Napoli – non potevano immaginare che gli investigatori fossero sulle loro tracce.

E così, con disinvoltura, sabato scorso si sono intrufolati nella sede di via Reiss Romoli, e hanno iniziato a scartabellare lettere. Forse – si suppone – per rubare indirizzi e carte credito di cittadini titolari di un bancomat in scadenza. Il loro obiettivo, sarebbe stato quello di cercare nuove vittime da contattare al telefono, per fingersi poi addetti della banca o delle Poste, e farsi svelare il codice pin da usare con la nuova carta di credito, che il cliente avrebbe dovuto ricevere a breve via posta. Ma la banda è stata colta in flagranza di reato.

Il caso è finito sulla scrivania della pm Rossella Salvati, che ha avviato un’indagine per ricostruire, al di là dell’episodio delle scorse ore, la dinamica con cui i ladri di lettere avrebbero provato a truffare, talvolta riuscendovi, alcuni ignari cittadini. Il sistema sarebbe semplice: la banda prendeva di mira i clienti che erano in possesso di una carta di credito che stava per scadere. E lo faceva rubando le lettere che le Poste o la banca spedivano ai destinatari. Missive che, oltre ad avvisare il cliente del fatto che la sua vecchia carta era in scadenza, contenevano all’interno la nuova tessera, da attivare creando un pin o usando un pin vecchio, codice sempre segreto e non scritto nella lettera. I truffatori si mettevano quindi in contatto telefonico con le potenziali vittime e si presentavano come impiegati: «Buongiorno signore, la sua carta è in scadenza – dicevano con tono professionale – dovrebbe comunicarci il pin che userà per quella nuova, così gliela attiviamo e la spediamo». Ovviamente, nessuno è titolato mai a chiedere un’informazione del genere, tanto meno al telefono.

Ma le vittime, prese alla sprovvista da quella telefonata che sembrava non destare sospetti, invece credevano che la procedura fosse regolare. E così svelavano al finto impiegato il codice pin, cifra che dovrebbe sempre restare segreta e che non dovrebbe mai essere comunicata a nessuno. Dopo avere ottenuto il numero del codice, i truffatori, in possesso della nuova carta di credito della vittima (che ovviamente non la riceveva) andavano al bancomat a prelevare, per intascare il più ricco bottino possibile. Non si sa quante siano le vittime né quali siano le responsabilità dei fermati. Siamo nel campo delle ipotesi dell’accusa. Quel che è certo, è che recentemente vari cittadini si sono rivolti alle forze dell’ordine per presunte truffe. Le verifiche hanno portato gli investigatori sulle tracce della banda sorpresa con le mani nelle buste.

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