NOLE

Rubano le chiavi agli amici e poi svaligiano le loro case

I militarti arrestano una coppia specializzata in colpi "senza scasso"

Il loro modus operandi era piuttosto originale. Andavano a trovare amici o conoscenti per una visita di cortesia. Passavano con loro del tempo, ascoltavano i loro problemi, i loro progetti e poi andavano via. Visite che venivano ben accolte da quelle persone. Che gradivano quella cortesia e quel loro modo di fare così gentile e altruista. Ma quelle visite avevano un secondo fine, sconosciuto a quelle famiglie.

Perché prima di salutare, infatti, uno dei due si impossessava delle chiavi di casa. Chiavi che poi venivano usate, nei giorni successivi, per rubare all’interno di quelle abitazioni. Senza compiere effrazioni. Senza dare nell’occhio. E avendo anche delle buone scuse con eventuali vicini: «Abbiamo le chiavi, ci hanno chiesto un favore. Stia tranquilla. È tutto sotto controllo». Oppure, «Sono la domestica. I suoi vicini hanno dimenticato il gas acceso. Io e mio marito siamo venuti a spegnerlo».

Spesso e volentieri, nessuno rimaneva colpito da quelle frasi. E nessuno andava a riferirlo agli stessi vicini. E invece, quell’algerino di 38 anni e quella italiana di 41 anni, tutti e due operai e incensurati, aspettavano il momento giusto e poi entravano in azione. Razziando oro, preziosi, materiale elettronico, eventuali soldi e chiavi di altri alloggi. Come quelli delle seconde case. Al mare piuttosto che in montagna o in campagna. Almeno fino allo scorso giovedì mattina, quando sono stati fermati a Nole, in via Martiri della Libertà, nell’abitazione di due amici, mentre questi ultimi erano al lavoro.

La 41enne è entrata in casa con le chiavi mentre il complice è rimasto in strada per fare da palo. Ed è stata una condomina a vedere tutti i moventi della coppia, chiamando poi il “numero unico di emergenza” 112.

I carabinieri della stazione di Mathi li hanno pizzicati sul fatto, arrestandoli: la donna aveva, infatti, in tasca le chiavi di quell’appartamento. E così non ha potuto negare perché fosse lì, visto che i militari non hanno trovato segni di effrazione. Per gli inquirenti, i due potrebbero aver commesso altri furti in zona. Sempre con lo stesso metodo. Per questo motivo, le indagini sono ancora in corso.

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