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Salute
LA PANDEMIA

Rsa, obbligo di vaccino. E l’Aifa dà il via libera: terza dose dopo 6 mesi

La novità negli ospizi a partire dal 10 ottobre. Il governo è pronto a estendere ulteriormente l’obbligo del certificato verde per tutte le categorie di lavoratori

La terza dose di vaccino potrebbe arrivare con molta probabilità, se non entro l’autunno, non più tardi del mese di ottobre. L’Aifa, infatti, ha autorizzato ieri un’ulteriore inoculazione per alcune categorie di cittadini e in particolare i soggetti più fragili. L’iniezione dovrebbe essere programmata «almeno dopo 28 giorni» dalla seconda dose per quanto riguarda i soggetti immunodepressi e i trapiantati. Dopo sei mesi, invece, il richiamo per le altre categorie indicate dal Comitato tecnico scientifico, ovvero anziani, personale sanitario a rischio e ospiti delle RsaProprio negli ospizi e nelle strutture residenziali, inoltre, diventerà obbligatoria la vaccinazione a partire dal 10 ottobre mentre il Green Pass dovrebbe diventarlo per tutte le categorie di lavoratori entro la fine del mese prossimo. Il piano del Governo prevede un percorso “a tappe” per mantenere sotto controlla la curva epidemiologica e scongiurare nuove chiusure. Intanto l’obbligo entrerà in vigore con un nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri per chiunque acceda a scuole e università, esclusi gli allievi e gli esonerati dal vaccino, ma anche nelle Rsa. Il personale che verrà trovato senza sarà punito con una sanzione che va da 400 a 1.000 euro. La sanzione sarà applicata sia ai lavoratori che non avranno la certificazione, sia ai dirigenti e ai datori di lavoro ai quali sono demandati i controlli. Il nuovo provvedimento lo imporrà oltre che ai lavoratori anche a tutte le persone che entrano nelle scuole, nelle università e nelle Rsa per le più svariate ragioni, dai dipendenti delle ditte di pulizia o delle mense, a chi deve effettuare lavori di manutenzione. E l’obbligo potrebbe essere esteso anche ai titolari e ai dipendenti dei luoghi dove è già in vigore per i clienti: servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso, spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi, musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre, piscine, palestre e centri benessere, ma anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso. E poi, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi ad esclusione dei centri educativi per l’infanzia, attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Dallo scorso primo settembre, con il decreto per cui proprio nelle ore passate la Camera stava votando la conversione in legge, l’obbligo era già valido per treni a lunga percorrenza, aerei e navi, traghetti interregionali con capienza fissata all’80%. Oltre che per i voli internazionali, anche per le tratte nazionali è obbligatorio avere il Green Pass, così come per salire a bordo degli autobus che collegano più di due regioni e che effettuano tratte turistiche più lunghe.

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