Niente più auto in fiamme

BORGO VITTORIA. Le ronde spengono il piromane: «Niente raid con noi in strada»

Pattuglie di cittadini e controlli delle forze dell’ordine danno i primi frutti

Le ronde dei cittadini "spengono" il piromane di Borgo Vittoria

Torino, funzionano le ronde contro il piromane di Borgo Vittoria. L’ultimo incendio risale alla notte tra mercoledì 25 e giovedì 26 gennaio, con una Fiat 500 Enjoy avvolta dalle fiamme in viale Madonna di Campagna. Un rogo, l’ennesimo, registrato a 24 ore di distanza dal triplice raid nel quartiere Borgo Vittoria. Un fatto che ha convinto i residenti a dare il via all’operazione ronde, anticipata su queste colonne la scorsa settimana. E da quando i cittadini sono tornati a difendere le loro strade e i loro marciapiedi, il piromane si è come volatilizzato. Forse preoccupato anche dalla decisione del Comune di Torino di intensificare i controlli notturni sul territorio della Quinta circoscrizione, dove nel solo mese di gennaio sono andate a fuoco ben 15 auto. Almeno una cinquantina se consideriamo anche i fatti dell’anno scorso.

PIU’ CONTROLLI. Da un lato la Città, per fermare l’onda criminale dei roghi alle quattro ruote, ha dato il suo assenso a pattugliamenti mirati, con l’utilizzo di auto “senza insegne” e di personale in borghese. E con un numero di pattuglie sul territorio praticamente raddoppiato. Dall’altro ci hanno pensato i papà della borgata a far sentire il loro peso, organizzando passeggiate serali lungo quelle strade dove le fiamme hanno già avvolto troppi veicoli. Da via Lisa a via Gulli passando per via Baracca, via Randaccio e il parcheggio della stazione ferroviaria di via Fossata. Sfidando il freddo pungente di questi giorni e diventando i padroni di quelle strade, dove la paura stava diventando una vera mina vagante. «Lo facciamo per amore verso borgo Vittoria – racconta uno dei ragazzi -. Non è ammissibile che siano persone, forze pazzi, che arrivano al punto di bruciare le auto. Ogni mezzo costa fior di quattrini e ci sono tante famiglie che non possono mettersi un’altra spesa».

A CACCIA DEL PIROMANE. La collaborazione tra municipale, carabinieri e polizia di stato – sperano i cittadini – potrebbe dare, un domani, un nome all’autore dei numerosi raid. Ammesso che il colpevole sia uno solo. Sia nel caso del rogo recente di corso Grosseto, che in quello di via Bongiovanni, numerose persone han dichiarato di aver visto scappare tre figure. Forse tre ragazzi, con grande sprezzo del pericolo.

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