Il luogo in cui fu ritrovato il corpo della giovane prostituta Martine Beauregard
Il Borghese

Romanzo notturno

Un romanzo criminale si dipana nelle parole di protagonisti e comprimari, nelle notti dei night e del whisky che scioglie il ghiaccio nei bicchieri. La riapertura del cold case di Martine Beauregard ha riportato e continua a riportare in scena nomi e luoghi di una stagione ormai lontana, di un’epoca che ha segnato l’intera città.

Gli scenari sono notturni: di notte Martine faceva la vita, di notte si stringevano rapporti di amicizia o inimicizia che, dai divanetti e dalle luci soffuse, arrivavano poi ai saloni delle ville in collina, agli uffici delle banche e delle finanziarie e alcuni durano ancora oggi.

Di notte si combinavano affari sporchi, si trattavano partite di stupefacenti o imbrogli milionari, si progettavano viaggi con cui la droga della Tunisia finiva per arrivare in Italia in panfilo. Sono scenari affascinanti, ammantati di un’aura che rende elegante persino il crimine.

Fare domande sulla morte di Martine è come dare un calcio a un nido di vespe: riemergono parole e testimonianze, smentite e illazioni. Si seminano indizi, si lasciano briciole lungo la strada, si dice e non si dice. Qualcuno sta ancora scrivendo un romanzo attorno alla morte di questa bella ragazza, per non arrivare alla verità forse, perché la lunga, ultima notte di Martine non è ancora finita.

Twitter @AMonticone

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