Fabro
Libri
IL SANGUE DEI PADRI

Il “romanzo criminale” di Genova, le storie maledette di ragazzi persi

Il duro e affascinante esordio letterario di Giuseppe Fabro

È un “romanzo criminale genovese” quello che scrive Giovanni Fabro con il suo “Il sangue dei padri” (Rizzoli, 19 euro; ebook 9,99 euro). Classe 1949, Fabro vive in Piemonte ma ha vissuto fino al 1984 a Genova. Educatore professionale e fondatore di comunità terapeutiche per il recupero di alcolizzati e tossicodipendenti, è al suo esordio letterario, un esordio di sangue e lacrime, di giovani vite spezzate e immolate al crimine, tra rapinatori e ladri che echeggiano le gesta di quella “banda dei genovesi” che avrebbe terrorizzato la Liguria un decennio più avanti.

Qui siamo negli anni ‘60. Mauro è figlio di una ragazza stuprata da un militare americano di colore, la versione più prosaica e realistica della canzone di Lucia Dalla. Per tutti sarà sempre il Moro. Vittorio è invece figlio di un soldato tedesco, che amava quella ragazza italiana, ma sul serio, ed è finito ammazzato. Il Moro e Vittorio sono amici, quasi fratelli, amati e amanti della stessa ragazza.

Oltre a loro c’è Caio, con Pumas, l’Albino, Parodi. Questi si danno alle rapine, progettano il grande colpo, affittano un appartamento che fa da base e si danno una struttura. Le loro vite si sfiorano, tra la terribile nave-scuola Garaventa e i vicoli di Genova, tra le partite a dadi, le auto rubate, le bische, i ricettatori, il carcere di Marassi e la colonia penale alla Capraia. Fino a che si intrecciano, tragicamente.

Un romanzo duro, di malviventi ma anche di sconfitti, che vede nei racconti carcerari la parte più intensa, e non potrebbe essere diversamente. Storie maledette perché, prima di tutto, prima di seguire il richiamo del sangue, o di fare i conti con il sangue dei padri e, in un catartico finale, quello dei figli, erano solo ragazzi.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo