roger federer il maestro
Libri
IL MAESTRO

Roger Federer, l’uomo dietro il campione nel lungo racconto di Christopher Clarey

Il tennista visto con gli occhi di amici e degli avversari

«Ho seguito Federer nei sei continenti; l’ho intervistato più di venti volte nel corso di vent’anni per il New York Times e l’International Herald Tribune; ci siamo visti ovunque: da un aereo privato ai campi di Wimbledon, da Times Square ai ristoranti sulle Alpi svizzere, fino a una suite dell’Hôtel de Crillon di Parigi con una vista mozzafiato su Place de la Concorde mentre la sua futura moglie, Mirka Vavrinec, si provava degli abiti di alta moda». Questa volta, però, non l’ha seguito, perché qui a Torino, per le Atp Finals, Federer non c’è. C’è lui però, Christopher Clarey, giornalista e autentica autorità mondiale del tennis. Lui è qui a Torino perché non ci può essere un Atp Finals senza di lui. Ed è l’occasione per presentare il suo libro “Roger Federer. Il maestro” (Baldini+Castoldi, 22 euro, traduzione di Stefano Travagli), ben più che una biografia: un racconto in giro per il mondo e nel corso degli anni, dove il Maestro incassa vittorie ma anche sconfitte, vede allungarsi le ombre della fine di una vita sotto i riflettori, piena di emozioni «come essere un musicista» e allo stesso tempo cambia il giornalista, i figli di entrambi crescono, le due vite si incontrano, quella di colui che vince e incanta e quella di chi la racconta.

Dall’Old Boys Basel dei primi scambi, alla scelta del tennis abbandonando il calcio, passando per un incredibile doppio 6-0, a dieci anni, contro un avversario più grande che non è mai diventato professionista ma ancora può raccontare quella partita, quel risultato pazzesco. È così che va il libro: Clarey ci fa sentire le voci di chi conosce Federer, gli amici, gli allenatori, gli avversari, l’orgoglio di mamma Lynette e la fiera contrapposizione con Nadal, nell’eterno scontro su chi sia il più grande. Un viaggio affascinante da leggere, una storia di sport e di vita vera come solo le biografie dei grandissimi riescono a essere. Mentre assisti agli scambi al Pala Alpitour fra gli otto Maestri del momento, compreso chi di Roger potrebbe essere figlio non solo allievo. E aspetti il prossimo che possa avvicinarsi a lui: Djokovic ci è vicino, ma ancora non è come lui. Perché nessuno può essere come un campione diverso da tutti gli altri.

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