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Rocco Schiavone 10 e lode: «La pandemia? È noiosa. Sogno un libro per ragazzi»

Antonio Manzini e il caso di una professoressa uccisa

Lo sciopero dei distributori l’ha penalizzato, proprio nei giorni dell’arrivo nelle librerie, ma il decimo capitolo delle avventure del vicequestore Rocco Schiavone riesce comunque a imporsi in classifica. “Vecchie conoscenze” (Sellerio, 15 euro) è un libro decisivo perché «Rocco ha bisogno di mettere un bel punto a tutte le situazioni aperte della sua vita passata – ha detto Antonio Manzini all’agenzia Ansa -. Questo libro chiude tutta una serie di problematiche che si erano aperte nei libri precedenti e dal prossimo devo ricominciare da zero. È un pericolo mostruoso, non ho più le spalle coperte però era arrivato il momento».

Quindi, vecchie conoscenze: il ritorno dell’amico Sebastiano, la chiusura dei conti con il criminale Baiocchi, lo scioglimento dei nodi con Caterina e il suo tradimento. «Rocco è più provato del solito. È un personaggio assillato dall’amore ma che l’amore non lo può vivere. È una ennesima maledizione che ha. Comunque la giri la risposta è sbagliata però mi diverte troppo».

Nel romanzo, il caso da risolvere (decimo livello nella scala delle rotture di c… per il vicequestore) è quello della morte di una storica dell’arte, specialista di Leonardo da Vinci, colpita con un oggetto pesante alla testa nella sua abitazione piena di libri preziosi. Da “Vecchie conoscenze” saranno tratte anche tre nuove puntate della amatissima serie tv di Rai2 con Marco Giallini. «Facciamo quattro nuove puntate: tre da questo libro e una quarta da un vecchio racconto in cui Rocco deve risolvere un caso su un treno. Si dovrebbero girare a febbraio prossimo per almeno quattro mesi per andare in onda nell’autunno 2022. Questa volta sarà più complicato. Dobbiamo azzardare un’altra narrazione. Di solito in ogni puntata c’è un cadavere, qui dobbiamo parlare d’altro. La serie si dovrebbe aprire con il racconto del treno e chiudersi con il caso di Baiocchi, il cattivone. Le altre due puntate riguardano il mondo dell’arte« anticipa Manzini. Perché il mondo dell’arte? «Perché c’è una cosa che mi da fastidio da tempo e cioè l’intellighenzia vera di questo Paese si è ritirata in buon ordine lasciando spazio a cialtroni e parvenu e questa è una grave perdita di qualità per l’Italia» racconta Manzini. Così nel romanzo la storica dell’arte, Sofia Martinet, sui settant’anni, famosa nel suo campo a livello internazionale, muore dimenticata, abbandonata perché nessuno la conosce. «Tutti dicono “è morto un luminare”, non vi rendete conto. racconto il suo mondo accademico, dell’Università, delle lotte e piccole invidie che ci sono all’interno di queste comunità che mi piacerebbe non fossero più comunità ma diventassero voce del popolo nel bene e nel male» sottolinea Manzini. E la pandemia entrerà mai nelle storie di Rocco Schiavone? «No, mai, non è interessante. Per ora sono indietro, siamo nel 2014, ma quando arriverà il 2019 Rocco dormirà per due anni. Farà un incidente e andrà in coma due anni. Si sveglierà e gli diranno sai che c’è stata una pandemia» dice scherzando Manzini. E aggiunge: «Nessuno, io per primo, si vuole ricordare la pandemia. Non lo farei mai come non ho mai affrontato il problema di Totti che ha lasciato il calcio. Sono cose di cui non si parla. Sono lutti che uno tiene dentro di sé, nel dolore del suo nido». Per il futuro Manzini dice di pensare a un libro per ragazzi. «Mi piacerebbe tanto scriverlo. La storia mi frulla in capo da sei-sette anni ma i libri per ragazzi sono difficili per me. Ti devi reinventare una voce perchè stai parlando con i ragazzi dai 10 ai 15 anni. Mi faccio una overdose di Pinocchio, lo leggo sei sette volte e poi magari viene».

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