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Cronaca
IL FATTO

Rivendevano sul web i PC rubati a scuola: denunciati tre 15enni

In cantina trovata refurtiva per migliaia di euro

Prima si procuravano la merce, poi la vendevano su Internet. Imprenditori in erba – hanno solo 15 anni – a cui verrebbe spontaneo fare i complimenti per l’intraprendenza, se non fosse che gli oggetti da rivendere se li procuravano andando a rubare in scuole e cantieri.

I tre studenti – tutti italiani ma di origine romena – sono stati denunciati dai carabinieri della compagnia di Mirafiori per furto aggravato. A tradirli è stato proprio uno degli annunci pubblicati su siti Internet specializzati nel commercio online tra privati. I tre 15enni infatti avevano messo in vendita, a un prezzo sicuramente allettante, delle attrezzature da cantiere che, purtroppo per loro, sono state riconosciute dall’imprenditore cui erano state rubate pochi giorni prima, il 19 dicembre. A quel punto l’uomo si è subito rivolto ai carabinieri, ai quali è bastato risalire all’identità di chi aveva pubblicato l’annuncio per trovare i ladri.

I guai per la baby gang però non sono finiti. Nel corso delle perquisizioni, nella cantina di uno di loro i militari hanno trovato una sorta di deposito di refurtiva: proiettori, telecamere, webcam, kit di videosorveglianza, martelli pneumatici, smerigliatrici, cellulari, accessori informatici tra cui alcuni computer che ancora avevano l’etichetta “Istituto Primo Levi”. È quindi bastato un veloce controllo per scoprire che nella notte tra il 19 e il 20 ottobre, alcuni malviventi si erano introdotti nell’istituto di corso Unione Sovietica per poi riuscire a scappare portandosi via proprio alcuni computer e delle casse di impianti audio. È poi stato uno dei tre, messo alle strette dalle domande dei militari, a confessare che in effetti erano stati loro a entrare nella scuole e ad appropriarsi dell’attrezzatura informatica e delle casse. Materiale il cui valore era stato quantificato in oltre 14mila euro, mentre quello recuperato è solo di 6mila: all’appello manca quanto è già stato venduto sul Web ad acquirenti non si sa quanto del tutto ignari della provenienza “sospetta” del materiale da loro comprato. Stessa sorte per gli attrezzi da cantiere: 11mila euro il valore della merce sparita, 8mila di quella ritrovata e restituita al legittimo proprietario.

I tre 15enni sono stati tutti denunciati per il furto nella scuola, mentre uno solo di loro dovrà rispondere di quello del materiale edile. Il sospetto dei militari però è che i furti messi a segno dalla banda siano stati molto più numerosi e che la relativa refurtiva potrebbe essere stata già da tempo “piazzata” grazie a Internet.

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