STRAGE THYSSEN

«Rivedo mio figlio che brucia. E’ un monumento alla morte»

I parenti delle vittime shoccati dalle foto dello stabilimento abbandonato

Rosina Demasi, mamma di Giuseppe, uno dei sette operai che persero la vita in quella tragica notte

Non è vero che il tempo lenisce il dolore. È anzi in grado di amplificarlo, rendendolo sempre più insopportabile. A undici anni esatti dal rogo che uccise sette operai mentre erano di turno nello stabilimento di corso Regina Margherita, era la notte tra il cinque e il sei dicembre del 2007, brucia ancora la rabbia dei parenti delle vittime della strage della Thyssenkrupp.

«Guardo queste immagini e quello che provo è un senso di dolore immane. Mi sembra di vedere mio figlio che urla avvolto dall’olio bollente, mi sembra di vedere mio figlio che muore» scuote la testa Rosina Demasi, mamma di Giuseppe, uno dei sette operai che persero la vita in quella tragica notte, mentre osserva le foto di CronacaQui che documentano come, a distanza di undici anni, i locali dell’immenso sito portino ancora i segni di quell’immane sciagura.

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