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Cronaca
L’ALLARME

Ritorna la minaccia degli anarchici: «Temiamo attentati di cani sciolti»

Il questore non esclude il passaggio da manifestazioni pubbliche ad “attività clandestine”

«Oggi gli anarchici si dedicano alle manifestazioni. Ma non escludiamo che alcuni cani sciolti possano portare a termine degli attentati».

Le parole del questore Vincenzo Ciarambino riaccendono i riflettori su un tema che nelle ultime settimane ha fatto alzare il livello di preoccupazione anche a Torino. Un passaggio, all’interno della sua relazione sui reati del 2022, che fa capire quanto le forze dell’ordine siano allerta. Anche se lo stesso questore precisa che «c’è attenzione, più che allarme». Quindi entra nel merito: «Negli anni la componente anarchica ha fatto registrare azioni imprevedibili: dall’attentato alla scuola Allievi Carabinieri di Fossano di cui si è reso responsabile Alfredo Cospito agli attentati alla Crocetta, fatti con la classica tecnica del doppio scoppio. Cioè attirare per poi far male».

Di recente non si sono più verificati episodi così gravi. Ma, negli ultimi mesi dello scorso anno, si sono susseguiti cortei e manifestazioni. Obiettivo, proprio attaccare il regime del carcere duro per Alfredo Cospito: in una di quegli eventi, il 5 dicembre, i manifestanti hanno aggredito un barista e imbrattato muri e vetrine. Cosa potrebbe succedere se le condizioni del leader anarchico dovessero peggiorare? «Non escludiamo che queste frange possano passare dall’attività in strada a quella clandestina, con cani sciolti decisi a portare a termine attentati verso le istituzioni che ritengono responsabili della vicenda – riflette ancora il questore – In passato queste frange si sono dimostrate in grado di organizzare le azioni di Fossano e della Crocetta, oltre a mandare pacchi bomba da Genova a figure istituzionali dell’amministrazione penitenziaria. Per questo cerchiamo di intercettare ogni segnale e ogni pericolo possibile».

Il questore affronta anche la questione del movimento No Tav: «Non mi preoccupa: le proteste, se fatte in maniera civile, sono consentite. Mi preoccupano le devianze che possono arrivare da queste attività. È in corso un processo che riguarda diversi imputati per un’attività investigativa condotta da tanti anni, che sicuramente deve fare riflettere chi ha commesso queste azioni poco civili nei confronti delle forze di polizia». Tra gli imputati ci sono anche militanti del centro sociale Askatasuna, di cui si discute di uno sgombero da anni. Ma il questore dribbla l’argomento: «È una riflessione che spetta alla politica».

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