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FONDERIE LIMONE

Risveglio di primavera: «Così diventeremo grandi attori italiani»

Gli studenti del Teatro Stabile in scena domani sera nel loro saggio di fine triennio da cui in passato sono usciti nomi quali Fabio Troiano, Valeria Solarino, Sara D’Amario

Sono tutti pronti per il saggio finale, quello che li porterà a confrontarsi con il pubblico. Calcheranno la scena domani sera alle Fonderie Limone di Moncalieri. C’è chi lo fa per la prima volta, come Letizia, o chi ha già qualche comparsata alle spalle, come Davide o Lucrezia.

Storie diverse anche per Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Lucia Corna, Chiara Dello Iacovo, Sara Lughi, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Gabriele Matté, Eva Meskhi, Erica Nava, Cristina Parku, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Kyara Russo, Daniel Santantonio, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera, Giacomo Zandonà. Ma per tutti quel debutto avrà un sapore particolare: è la fine di un percorso di tre anni di studio e l’inizio, si spera, di una carriera da vivere nel mondo dello spettacolo. Sono gli attori neodiplomati della Scuola del Teatro Stabile di Torino, la scuola da cui sono usciti , tra gli altri, Valeria Solarino a Fabio Troiano, Michela Cescon, Leonardo Lidi, Alessio Maria Romano (Leone d’argento Biennale 2020), Massimo Poggio, Andrea Bosca, Giorgio Lupano, Giovanni Anzaldo, Daniela Marra, Sara D’Amario. Ventun giovani provenienti da varie parti d’Italia che, diretti da Gabriele Vacis, proporranno in prima nazionale (ore 20,45) “Risveglio di primavera” da Frank Wedekind (in replica fino a domenica 27 giugno). Un testo scritto dal drammaturgo tedesco nel 1890 e che parla dei ragazzi di allora, dei loro turbamenti adolescenziali, del loro affacciarsi alla vita adulta, delle difficoltà che incontrano nel relazionarsi con gli adulti poco disposti a confrontarsi su temi come il sesso, l’omosessualità, l’aborto, il suicidio. Parla, insomma, dei giovani di oggi. «Mi sono molto ritrovata nei personaggi – dice Letizia Russo- . Il testo lo abbiamo riscritto per portarlo più vicino a noi ma i temi sono sempre gli stessi». «Un testo che all’inizio non mi convinceva – ammette Lucrezia Forni – , ma poi sono “entrata dentro” e mi ha coinvolto». Uno spettacolo dinamico, dove si recita, si canta, si balla. E si piange: «Io continuo ad emozionarmi, a commuovermi » confessa Davide Pascarella.

Come ben sintetizza Vacis, «Risveglio di primavera non nasce nel mese di creazione che ha preceduto il debutto dello spettacolo. E non nasce neanche nei mesi prima, quelli in cui abbiamo studiato il testo, lo abbiamo tradotto, riscritto, indagato. Nasce da tre anni di dolori, gioie, desideri, speranze, a volte esaudite a volte disilluse. Nasce da quei giorni di ottobre 2018 in cui 21 ragazzi si sono incontrati per la prima volta, in questa stessa sala dove oggi debuttano, decidendo che volevano provare insieme a essere attori».

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