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Economia
LA STORIA

Ristoratore molla tutto e parte in bici: così Sasà scappa dall’incubo bollette

L’inizio del “tour anti crisi” in giro per l’Italia è previsto per il 15 ottobre. Prima tappa la Liguria

Partirà da Deveys, piccola frazione di Salbeltrand, per percorrere l’Italia in bicicletta. Partirà dal suo ristorante, Il Gigante e la Gallina, che ha deciso di chiudere alle porte dell’inverno per protestare contro la speculazione energetica. Raggiungerà la Liguria. Da lì si imbarcherà per la Sardegna «dove so di trovare chi la pensa come me», racconta. Poi tornerà in riviera e via via pedalerà lungo lo stivale attraversando la Toscana, il Lazio, la Campania, la Calabria, la Sicilia per poi riprendere il viaggio nel senso opposto, fino a tornare in Piemonte. Partenza prevista per il 15 ottobre.

Un viaggio non senza difficoltà, ammette Salvatore “Sasà” Gigante, 60 anni: «Non sono uno sportivo, ma è il mio modo di riprendermi la mia libertà e di protestare contro le logiche che stanno stritolando i ristoratori come me. Questo viaggio – spiega – vuole sensibilizzare e dare coraggio a chi finora non ha avuto voce per protestare nonostante le tante difficoltà vissute in questi ultimi anni: prima la pandemia e ora il caro bollette». Lo affronterà con indosso una maglietta che si è fatto realizzare appositamente: “Mi riprendo la mia libertà” c’è scritto sul davanti, “Fottuto dallo Stato” sul retro. Frase che è divenuta il titolo della pagina social che fungerà da “diario di viaggio”.

Nel frattempo Sasà ha organizzato per questo fine settimana una “festa di fine capitolo” in cui racconterà ad amici e clienti il progetto di disobbedienza civile. Con l’occasione chi vorrà potrà non solo gustare la sua cucina prima che calino le saracinesche, ma anche acquistare i prodotti della dispensa – vini, marmellate ma anche pentole e accessori – per contribuire a finanziare in parte il lungo viaggio. Procederà con lentezza: «Non so quanto ci impiegherò a percorrere il cammino che mi sono prefissato, ma intendo portare il mio messaggio a coloro che come me si sono ritrovati a vivere le stesse difficoltà. In tutto questo periodo chi avrebbe dovuto sostenerci non lo ha fatto. Le associazioni di categoria, per esempio, a cui paghiamo le tessere di iscrizione ma che non ci tutelano per niente. E poi lo Stato che ha fregato me come tanti altri ristoratori in un sistema che ci sta mettendo in ginocchio».

Perché le spese, spiega Gigante, ci sono state comunque nonostante i ristori (non sempre arrivati) che non sono bastati a integrare i mancati introiti dovuti alle chiusure determinate dai vari lockdown e alle tante, troppe norme che hanno vincolato le riaperture. «Si lavora meno, e se bisogna lavorare per mantenere le spese e pagare le tasse tanto vale dire basta». Per ora dunque, Il Gigante e la Gallina chiude i battenti. Nonostante in montagna stia per riaprirsi la stagione invernale, i preventivi di luce e gas fanno paura. E fa paura la possibilità di non riempire le sale, di non lavorare. Il locale, dunque, riaprirà solo a primavera. intanto si parte. Ma come ti sosterrai durante il viaggio? «Lavorerò dove ci sarà occasione, in nero però, perché non voglio dipendere né dare nulla allo Stato – conclude Sasà -. In tanti mi stanno sostenendo in questa impresa. Porterà il mio messaggio e conterò sulla solidarietà delle persone».

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