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Cronaca
IL CASO

Ristoranti in agonia, manca il personale e i giovani restano a casa con il Reddito

Il 70% dei ristoratori cerca lavoratori stagionali: «Ma c’è chi preferisce fare il corriere ad Amazon»

Da oggi si torna a mangiare al chiuso ma nei locali manca il personale. A testimoniarlo sono gli stessi titolari di bar e ristoranti che stanno facendo i salti mortali per trovare qualcuno disposto a lavorare nel mondo della somministrazione. Gli impieghi stagionali, come cameriere, cuoco o lavapiatti, non interessano più i giovani come accadeva negli anni pre-pandemia. Il motivo? «Con la chiusura prolungata delle attività e la cassa integrazione in ritardo, molti hanno preferito altri lavori, come i corrieri di Amazon o i rider – spiega Roberto Bettonte, presidente dei commercianti di piazza Vittorio e titolare del Lab e del Bowie -, e poi con gli ammortizzatori sociali ricevuti dal governo e il Reddito di cittadinanza, tanti giovani adesso preferiscono stare a casa e hanno perso l’attitudine al lavoro». Altri ristoratori e baristi indicano tra i problemi anche la didattica a distanza: «Non possiamo più contare sull’aiuto degli studenti universitari che dall’inizio dell’emergenza hanno lasciato Torino» spiegano dai locali vicino a Palazzo Nuovo. Luca Tomagra, titolare del ristorante Da Michele in piazza Vittorio, ben ricorda i tanti curricula che negli anni scorsi gli venivano consegnati in questo periodo. «Ne ricevevo circa un centinaio, adesso invece me ne hanno inviati soltanto tre e si è presentata una sola persona – spiega Tomagra che sta cercando disperatamente camerieri per far fronte all’aumento di clienti del periodo estivo -, tra cucina, sala e pizzeria eravamo in quindici, ora siamo soltanto in sette, ciò vuol dire che, con il 50% in meno di personale, dobbiamo fare il doppio della fatica e si lavora male». Alberto Fele, titolare di CasaGoffi, EraGoffi e Cantina da Licia, sta ancora cercando 12 persone da inserire nei suoi ristoranti, ma per lui i problemi riguardano soprattutto le tempistiche troppo risicate: «Ci siamo mossi tutti all’ultimo momento perché non abbiamo avuto il tempo di organizzarci. Il 70% dei ristoratori cerca lavoratori stagionali, ma capisco anche che i giovani preferiscano impieghi più stabili». E se le difficoltà certo non mancano, da oggi almeno le attività prive di dehors potranno tirare un mezzo sospiro di sollievo. «Siamo contenti di poter finalmente accogliere i clienti all’interno, l’assenza dei tavolini fuori ci ha penalizzato molto e il fatturato è calato drasticamente» spiega Erika Supporta di Tacos Locos in via Principe Amedeo. Anche Francesco Cascio, titolare del ristorante La Spada Reale è positivo: «Finalmente potremo utilizzare i nostri 120 coperti».

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