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Identificati i quattro componenti del commando che ha colpito lo scorso ottobre

Risolto il giallo del doppio agguato. A sparare è stato l’aspirante attore

Gli investigatori sono partiti dai filmati delle telecamere di sorveglianza per risalire alla Mercedes classe A usata per il primo agguato

Hanno sparato a due uomini a mezz’ora di distanza l’uno dall’altro per lavare con il sangue quelle che per loro erano due offese: il rifiuto di un prestito e la mancata frequentazione della loro sala scommesse.

I carabinieri della compagnia di Chivasso hanno risolto il giallo della doppia sparatoria dello scorso 13 ottobre, quando a Rondissone, alle 17.30, venne ferito Rocco Marano, 54 anni, e a Chivasso, trenta minuti più tardi, Bruno Lazzaro, 28 anni. Il primo era stato raggiunto da due colpi di pistola al gluteo, esplosi da un’auto in corso, nel piazzale antistante la sua officina. Il secondo era stato colpito da altri due proiettili a una coscia, in una sala scommesse ma si era recato in ospedale da solo, chiedendo aiuto a un automobilista di passaggio. Entrambi hanno alle spalle numerosi precedenti penali (Marano anche per omicidio, Lazzaro si trova attualmente in carcere dopo essere stato arrestato per droga pochi giorni fa) e si sono sempre rifiutati di collaborare, tanto che i militari hanno dovuto scoprire da soli anche il luogo in cui era stato ferito Lazzaro.

Gli investigatori sono partiti dai filmati delle telecamere di sorveglianza per risalire alla Mercedes classe A usata per il primo agguato e all’automobilista che ha soccorso Lazzaro. Partendo da questi elementi, si è riusciti a risalire fino alla sala scommesse e all’identità dei quattro responsabili del duplice agguato: si tratta dei fratelli Davide e Francesco Gioffrè, 22 e 35 anni, del loro cugino Domenico Gioffrè, 38 anni, e del loro amico Antonio Guerra, 39 anni. Sono accusati di tentato omicidio e lesioni aggravate. Grazie alle intercettazioni, i carabinieri hanno scoperto che a sparare in entrambi i casi è stato Francesco Gioffrè, un aspirante attore e modello passato così dai casting per i film al ruolo di protagonista principale del commando armato. In entrambi i casi infatti il commando avrebbe agito per vendetta: Morano era “colpevole” di aver negato loro un prestito da 10mila euro e Lazzaro di non voler più frequentare la loro sala scommesse. Inutile dire però che in realtà tutto questo sia stato solo «sintomatico – spiega il capitano Pierluigi Bogliacino – della volontà di gestire rapporti e frequentazioni sul territorio». Il fatto che insieme a Lazzaro, pochi giorni fa, sia stato arrestato anche Davide Gioffrè spiega più di ogni altra cosa gli “interessi comuni” nel campo della droga, senza dimenticare i numerosi legami tra le famiglie dei vari protagonisti di questa vicenda e la criminalità organizzata che più volte sono emersi in passato, anche con fatti di sangue come, ad esempio, l’omicidio di un altro fratello Lazzaro in provincia di Catanzaro.

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