Riso, carbone, vacche e auto

Ci prendono proprio per i fondelli. Dove stanno facendo l’ennesimo summit mondiale sul riscaldamento del pianeta? In Polonia! Lì dove le centrali elettriche vanno a carbone. Col carbone (la fonte fossile più inquinante) si fa circa il 15% dell’elettricità europea. In Germania sono attive 14 miniere, e stanno radendo al suolo interi paesi per aprirne altre. Le centrali a carbone sono responsabili di circa un quinto (18%) delle emissioni di CO2, e nella Ue ce ne sono circa 280, più di 200 delle quali vecchie di trent’anni o più, quindi maggiormente inquinanti. Ma il carbone in Europa è un grosso affare, soprattutto per Germania e Polonia, responsabili di oltre la metà delle sue emissioni, seguite a ruota dal Regno Unito. Poi ci sono i ruminanti, che emettono il 18% dei gas serra (fonte Fao). Le risaie producono ogni anno gli stessi gas serra di 1200 centrali a carbone (fonte Edf). Ma siamo certi che siano quei gas i responsabili del riscaldamento globale? No. Molti scienziati, tra cui il Nobel Carlo Rubbia, hanno smontato quella teoria. I cambiamenti climatici sono sempre avvenuti. All’epoca dell’Impero Romano la temperatura era addirittura 1.5 °C più alta di quella attuale. La Groenlandia, terra di ghiacci perenni, deve il suo nome (terra verde) al fatto che i vichinghi che la scoprirono in un periodo di riscaldamento planetario la trovarono verde e ubertosa. È evidente che la teoria del global warming antropogenico mira a favorire, con la sua ripetizione ossessiva, la green economy. Così a Torino bloccano i diesel proprio sotto Natale, strangolando ulteriormente i negozi. L’importante è ingrassare le industrie dell’auto, obbligandoci a cambiarla.

collino@cronacaqui.it

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