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LA STORIA Gli ex residenti di via dei Gladioli di nuovo insieme: «Emozione unica»

Rimpatriata per gli esuli libici: «Alle Vallette 50 anni dopo»

Festa grande per i figli dei profughi rientrati in Italia tra il 1961 e il 1962

Rimpatriati dalla Libia negli anni ‘60 e cresciuti nel quartiere Vallette negli anni 70’ e 80’. In quella via dei Gladioli dove giovani ragazzi, affiancati dai loro genitori, si sono costruiti un’identità e un futuro. Poi il tempo ha portato ogni singolo residente a prendere strade diverse. C’è chi è rimasto e chi è andato via: appena fuori città, in alcuni casi, o in un’altra Regione, in cerca di fortuna. Oggi, a cinquant’anni di distanza, quei ragazzini diventati uomini e donne hanno deciso di ritrovarsi. Ormai anziani, prossimi alla pensione e con qualche capello bianco di troppo. Eppure sempre forti nell’animo, con la stessa passione di un tempo. Immutata.

E pensare che l’idea è nata a seguito di un funerale di un caro amico d’infanzia, Leonardo Di Vito. «E’ stato in un momento difficile – racconta Sebastiano, 61 anni, il promotore – che è nato il progetto di richiamare nel quartiere tutti gli esuli libici, diventati residenti delle Vallette».

Figli di profughi, arrivati in Italia nel 1961-1962. E dirottati in quei cinque palazzi di via dei Gladioli, tra via dei Mughetti e via delle Pervinche. Ai civici 2, 4,6, 8 e 10. «Mio papà – spiega Sebastiano – arrivava da tre anni duri. Lui era di Benevento. Gli era stato proposto di recarsi in Libia per lavoro e lì è andato, a fare il capocantiere edile». A Tripoli sono nati molti di quei giovani diventati in un secondo tempo “vallettani”, dopo un anno trascorso a Catania. E in quei palazzi popolari sono persino nati degli amori.

«In un quartiere popolare che abbiamo sempre amato» raccontano gli stessi protagonisti di questa storia. Per ritrovarsi, come accade spesso di questi tempi, hanno usato Facebook e gli altri social e il risultato è stato interessante. Quasi cento le persone che hanno risposto all’appello lanciato da un gruppetto.

Qualcuno non è potuto venire per ragioni di salute. Altri, purtroppo, erano già deceduti. «Eravamo tre generazioni – continua Salvatore – che sono tornate, tutte insieme, a casa. Qualcuno è venuto da Firenze, altri dalla zona del Lago Maggiore». La festa si è tenuta all’agriturismo “La Durinera” di Robassomero. Tra persone emozionate e curiose di rivedersi dopo così tanto tempo. «Non ci vedevamo da 40-50 anni – spiegano alcuni partecipanti – e ricordarsi tutte le facce è sempre difficile. Soprattutto quando passa così tanto tempo». E tra un ricordo e l’altro c’è chi ha anche omaggiato gli ormai ex compagni, ormai passati a miglior vita. «Un brindisi, del resto, va anche a loro».

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