L'ex consigliere Michele Giovine
Cronaca
Il caso dell’utilizzo “improprio” dei fondi destinati al funzionamento dei gruppi consiliari

Rimborsopoli in Regione, la Cassazione stoppa Giovine: “Ricorso inammissibile”

Nel 2015 l’ex consigliere è stato condannato dalla Corte dei conti a versare 136 mila euro all’ente piemontese

La Suprema Corte ha dichiarato “inammissibile” il ricorso dell’ex consigliere regionale Michele Giovine contro la sentenza con cui nel 2015 la Corte dei conti del Piemonte lo aveva condannato a versare alla Regione la somma di 136 mila euro nell’ambito della vicenda “Rimborsopoli“. Gli Ermellini hanno stabilito che il ricorso avrebbe dovuto essere presentato alla “sezione giurisdizionale centrale” della giustizia contabile. Il caso è quello dell’uso improprio, da parte dei consiglieri regionali, dei fondi stanziati per il funzionamento del gruppo consiliare di appartenenza. Giovine è stato chiamato in causa come esponente dei “Pensionati per Cota“.

LA CONDANNA IN SEDE PENALE
Sul versante penale, il 7 ottobre 2016 è stato condannato (in primo grado) a tre anni e dieci mesi di carcere. In Cassazione, però, ha fatto presente che è stato riconosciuto responsabile solo “limitatamente all’importo di 14 mila euro”. Il processo d’appello, dove Giovine e’ imputato insieme ad altri 22 ex consiglieri, è in corso in queste settimane: la procura generale, per lui, ha chiesto di aumentare la pena a quattro anni e quattro mesi.

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