casa pusher
Cronaca
CORSO VIGEVANO

Rifiuti, topi, contatori Enel e muri rotti: nella casa dove si nascondono i pusher

Dopo il caso dei poliziotti aggrediti in corso Regina, un altro palazzo è zona franca

«Bomba sanitaria», «ricettacolo dello spaccio». Insomma, sentina di ogni iniquità, zona franca dove la malavita la fa da padrona. Dopo il blitz di due giorni fa della polizia nel caseggiato di corso Regina Margherita, dove giorni prima alcuni poliziotti erano stati circondati e malmenati, i residenti di corso Vigevano pongono l’attenzione su di un altro stabile, «covo di spacciatori». Sono comuni cittadini, imprenditori e commercianti della zona dello stabile al numero civico 41. In verità, due anni fa la polizia aveva eseguito un blitz per allontanare spacciatori e clandestini, ma l’operazione non aveva ottenuto il successo sperato. Da un lato le “vedette” degli spacciatori avevano avvisato per tempo dell’arrivo dei blindati; dall’altro chi era stato allontanato, era tornato appena le acque si erano calmate. L’intera struttura appartiene al noto immobiliarista torinese Giorgio Molino, ma all’interno vi sono inquilini e soffitte abusive dove si nascondo in pusher che di notte spacciano in tutta Barriera di Milano. Benché la facciata dello stabile sia stata ristrutturata in anni recenti, all’interno i muri sono scrostati, sacchi di rifiuti sono un po’ ovunque, per la gioia di topi, blatte e scarafaggi. Tanto che i residenti in zona sottolineano, tra le prime criticità, proprio quella sanitaria. Ovviamente i contatori dell’energia elettrica sono quasi tutti manomessi e il furto della corrente sembra essere la normalità. Fili elettrici volanti nelle cantine che potrebbero innescare incendi, oltre ad essere di pregiudizio per la sicurezza di chi vi abita. Ma non solo, «abbiamo paura – dicono i commercianti del quartiere – anche per l’incolumità nostra e quella dei nostri clienti. Capita spesso che auto parcheggiate vengano danneggiate e vi si rubi ciò che vi è contenuto all’interno». La zona, a due passi da piazza Baldissera, tra le stazioni Porta Dora e Rebaudengo, avrebbe dovuto essere riqualificata, «ma la casa dei pusher alimenta la criminalità e pregiudica la sicurezza dell’intero quartiere», spiegano i cittadini in un esposto che sarà presentato in Comune, Prefettura e Questura. L’ultimo esempio: «Non più un mese fa, tre carabinieri che inseguivano uno spacciatore sono stati malmenati e cacciati da quel palazzo».

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