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Cronaca
SAN GIUSTO

Rifiuti e furgoni abbandonati nella Hollywood del Canavese

La cittadella degli studios televisivi è preda del degrado da oltre 10 anni

È stata la Hollywood del Canavese con le sue soap, otto studi di registrazione, il centro benessere e un ristorante che ha visto fra i suoi commensali centinaia di attori e registi famosi. Ora Telecittà, la cittadella degli studios televisivi é abbandonata a sé stessa. E, a rallegrarsene, sono soprattutto i vandali. Negli oltre centomila metri quadrati che hanno ospitato i set di “Vivere” e “Centovetrine”, le famose soap di Mediaset, non è rimasto nulla degli anni che hanno dato lustro a questa fetta di Canavese. Solo le guardie giurate e i radar perimetrali hanno tenuto lontani i curiosi, i predoni di rame e ferro e gli appassionati di “urbex”, cioè gli amanti di esplorazioni in edifici abbandonati. Ma tutto intorno, lungo le vie che portano il nome di attori famosi, tutto è in mano ai vandali. Principale manifesto dell’abbandono è un vecchio furgone, probabilmente rubato e completamente depredato proprio nei pressi dell’ingresso principale. Approfittando della situazione, molti l’hanno trasformata in una discarica. I maggiori cumuli di immondizia sono composti da cartongesso, bidoni di pittura e vernici per auto, frutto di abbandoni molto probabilmente realizzati da ditte non rispettose delle leggi. O dagli stessi artigiani che, per non gravare troppo sul proprio bilancio ed evitare i costi del recupero, non si fanno scrupoli a gettare per strada i residui del proprio lavoro. Negli anni si sono rincorse varie notizie di una riapertura e recupero degli spazi grazie a nuove produzioni ma, dopo la chiusura delle due telenovele italiane nel 2012, è stato il buio totale. Una conclusione che ha comportato una perdita di posti di lavoro fra tecnici, maestranze di alto livello e un indotto locale che ha toccato quote di oltre 300 addetti fra falegnami, elettricisti e costumisti: era il lontano 1996 quando l’intuizione del fondatore Leandro Burgay e della sua Videodelta si erano trasformati in un sogno. Nel 2016 un timido segnale è giunto da alcuni imprenditori che volevano riaprire parte del fabbricato ristrutturando l’ex hotel e l’area benessere ma tutto è caduto nel vuoto così come l’idea di alcuni sindaci della zona di proporla come sede del futuro ospedale che dovrà sostituire quello del centro storico di Ivrea. Una proposta fortificata dalla vicina presenza dello svincolo autostradale e dalla possibilità di poter servire una grossa fetta del basso Canavese. L’ultima proposta è giunta recentemente dall’amministrazione di San Giusto Canavese: da una parte ha promesso maggiori controllo contro gli abbandonatoti di rifiuti, dall’altro ha lanciato una richiesta agli attuali proprietari affinché si apra un dialogo che possa portare al recupero di alcuni spazi del complesso.

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