il prato inglese shakespeare carignano
Spettacolo
TEATRO CARIGNANO

Riecco il Prato Inglese con Shakespeare e Tanto rumore per nulla

Terza edizione al via della rassegna estiva dello Stabile. Da martedì sera fino all’8 agosto la prima nazionale dello spettacolo del Bardo per la regia di Silvio Peroni

Aveva debuttato nel 2019 con Romeo e Giulietta e Sogno di una notte di mezza estate; era proseguito lo scorso anno con La bisbetica domata e Otello e ora per la terza edizione porta in scena “Molto rumore per nulla”. Il “Prato inglese”, rassegna dello Stabile di Torino nell’ambito della stagione estiva “Diversamente classico/Primavera Estate” e dedicata al repertorio shakespeariano, torna a tingere di verde la platea del Carignano per accogliere un’altra opera del Bardo. Lo farà martedì prossimo con una delle commedie più note e rappresentate, quella che il drammaturgo inglese volle ambientare a Messina. “Molto rumore per nulla” di William Shakespeare sarà presentata in prima nazionale con la regia di Silvio Peroni e allieterà il pubblico fino all’8 agosto. A dare vita in questo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Torino, alle vicende del giovane nobile d’animo Claudio, innamorato della ragazza virtuosa Ero, vicenda costellata da molti personaggi, dal cinico servo Benedetto al principe d’Aragona Don Pedro a Leonato, Beatrice e altri, un nutrito cast di attori: Elena Aimone, Lorenzo Bartoli, Vittorio Camarota, Marta Cortellazzo Wiel, Jacopo Crovella, Christian di Filippo, Fabrizio Falco, Maria Lombardo, Sara Putignano, Marcello Spinetta, Andrea Triaca, Jacopo Venturiero.

Commedia romantica, per i temi amorosi e per la struttura ricca di elementi farseschi e giocosi, ma anche tragicommedia, perché l’elemento comico si fonde a quello tragico e drammatico, “Molto rumore per nulla” è la commedia degli equivoci per eccellenza, è una macchina teatrale perfetta. «Nasconde degli inganni, come nella trama così nel titolo – scrive Peroni -. Questo presunto nulla seppure apparentemente faccia pensare a una cosa priva di significato, non è un’inezia. Dal titolo dipendono le linee tematiche dell’opera, le quali si svelano solo quando questo presunto nulla inizia ad essere qualificato. Il nulla può essere interpretato come analogo dell’amore, o analogo dello spiare, oppure può significare l’annosa opposizione di due elementi antitetici. Un nulla che crea un gioco di doppi e di mascheramenti che confondono continuamente l’apparenza e la realtà, sia collettiva che personale. Nulla, altro non è se non una parola che dovrebbe significare la completa assenza di qualcosa, ma dal momento che si è sentita la necessità di definire con una parola l’assenza nel nulla rimbomba un tremendo pieno».

Una commedia dove la parola gioca un ruolo fondamentale. «I personaggi shakespeariani – è ancora Peroni – sono riconosciuti per il loro funambolismo linguistico, sono dei giocolieri della parola; ma spesso ne rimangono intrappolati, come se non riuscissero mai a distinguere la realtà dall’apparenza o l’agire con il verbalizzare».

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