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Cultura
Museo Egizio

Riecco il Papiro dei Re: il database dei faraoni che racconta la storia [VIDEO]

Martedì 27 settembre il Museo Egizio aperto gratuitamente dalle 19 alle 22 per presentare il restauro del Canone Regio: sono i duecento anni dalla decifrazione dei geroglifici

 

Era il 27 settembre del 1822 quando lo studioso francese Jean-François Champollion decifrò i geroglifici dando di fatto avvio allo studio concreto dei documenti dell’Egitto, alla lettura dei suoi papiri. Un bicentenario che sarà ricordato in tutto il mondo nei luoghi che possiedono collezioni egittologiche e che, ovviamente, vede in pole position il Museo Egizio di Torino pronto a fare festa con i suoi visitatori e a celebrare così il restauro del documento forse più importante di tutti, il Canone Regio, il Turin King List.

Ovvero, l’unica lista reale d’epoca faraonica scritta a mano su papiro che sia giunta fino a noi. Si tratta del nome di tutti i faraoni egizi stilati su un papiro che racchiude, quindi, in sé la bellezza di mille anni di storia. Per l’occasione il gioiello di via Accademia delle Scienze resterà aperto gratuitamente dalle 19 alle 22 (previa prenotazione attraverso il sito del Museo) con una serie di iniziative interessanti. Primo fra tutti, l’incontro dal titolo History, Content and Restoration of the so-called “Turin King List”, introdotto dal direttore del Museo Egizio, Christian Greco, Susanne Töpfer, responsabile della Collezione Papiri del Museo Egizio, Myriam Krutzsch, restauratrice di papiri, Ägyptisches Museum und Papyrussammlung der Stattlichen Museen zu Berlin che ha restaurato il manoscritto, e Kim Ryholt, egittologo dell’Università di Copenhagen. Il ritorno alla vita del Canone Regio ha rappresentato un lavoro delicato e minuzioso nato dalla collaborazione di Torino, Berlino, Copenaghen e ha visto giungere in città Myriam Krutzsch, una delle più importanti restauratrici del pianeta, chiamata in ogni parte del mondo per ridare vita a documenti dal valore inestimabile che, senza il suo aiuto, sarebbero perduti. Un lavoro il suo delicatissimo che ha richiesto diversi mesi durante i quali la Krutzsch è rimasta “chiusa” nei locali del Museo di via Accademia delle Scienze per giornate interminabili.

«Il papiro è molto delicato – ha spiegato durante il suo lavoro – si procede operando su piccoli tratti alla volta e, cosa più complicata, i geroglifici appaiono in entrambi i lati, quindi, si rischia di rovinare il retro mentre si lavora sul fronte». Rischio, ovviamente, scongiurato grazie a tecnica e pazienza tanto che da martedì i torinesi potranno tornare ad ammirare il Canone Regio completamente ricostruito nella sua perfezione. Il Papiro del re sarà esposto all’interno di un percorso più ampio dal titolo “Sulle tracce di Champollion”. Si tratta di un viaggio tra stele, papiri, statue, sarcofagi e oggetti di uso comune. Sotto la guida dell’egittologo i visitatori scopriranno il funzionamento dei geroglifici e impareranno a ricercare nelle iscrizioni nomi e formule ricorrenti.

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