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Cronaca
IL CASO

Ridotti a schiavi sessuali con la droga. Gli stupefacenti anche ai ricoverati

Festini gay a base di crack e cocaina nelle ville di Torino. E il Ghb per chi rifiutava le avances

Imbottiti di droga per essere ridotti a schiavi sessuali. Crack, cocaina, Ghb: droga che veniva “offerta” non solo in casa ma che in un’occasione è stata portata a una delle vittime anche quando era ricoverata in ospedale, al San Luigi«Ho perso il lavoro, gli amici, la ragazza e la famiglia – è il racconto di uno dei giovani tossicodipendenti -. È stato come stare in una setta, ero intrappolato dalla droga che mi veniva messa a disposizione per farmi restare con loro».

I carabinieri della compagnia Oltre Dora, coordinati dal pm Livia Locci, hanno fatto luce su un giro di festini omosessuali tra tre piccoli imprenditori di Rivoli, Pinerolo e Andezeno e alcuni giovani tossicodipendenti che venivano adescati online o in lungo Dora Napoli, corso Emilia e corso Principe Oddone. I festini avvenivano in varie abitazioni di Torino dove venivano consumate grandi quantità di droga offerte dagli imprenditori in cambio di prestazioni sessuali che però non erano sempre volontarie. Se i giovani rifiutavano le avances, veniva loro somministrata di nascosto la Ghb, la “droga dello stupro”, in modo da eliminare ogni resistenza e poterli poi violentare. Per ora viene contestato un solo episodio di questo genere, ma il sospetto è che possano essere molti di più.

Una vicenda venuta a galla anche perché una delle vittime, oltre che ai carabinieri, si è rivolta alla trasmissione tv “Le Iene” a cui ha raccontato il proprio dramma: «È stato uno spacciatore a dirmi che, se volevo fumare, c’era un suo amico, parecchio ricco, che avrebbe avuto piacere della mia compagnia. Le case erano delle regge e c’era tanto stupefacente. C’erano altri fumatori di crack come me. Se non facevi sesso, non ti drogavi».

Per mesi i carabinieri hanno intercettato spacciatori e tossicodipendenti, trovando traccia di un grande numero di cessioni di droga, di festini destinati all’amore di gruppo quasi sempre solo omosessuale anche se ad alcuni ha partecipato anche una ragazza. La stessa che poi però ha organizzato una rapina in casa di uno degli imprenditori, aggredito a colpi di mazza da baseball da due complici per portargli via Rolex, cellulari e oggetti preziosi. Un mondo in cui la droga è il filo conduttore di vite la cui unica regola è la soddisfazione dei più turpi vizi, a costo di calpestare il prossimo e usare la violenza. Tanto che in un’occasione ci è scappato anche il morto: un ragazzo malato cui, secondo uno dei testimoni, sarebbero stati somministrati a sua insaputa degli ansiolitici, dannosi per il suo stato di salute. Una vicenda su cui ormai però è impossibile fare piena luce in quanto il corpo è stato cremato.

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