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Il Borghese

I rider delle Ong

Nelle ultime 48 ore in Italia si stanno facendo sbarcare 12mila migranti, da 22 navi, molte di queste di organizzazioni non governative. Da gennaio il conto della solidarietà sale a quasi 80mila profughi, termine che purtroppo nasconde un numero incalcolabile di clandestini. O peggio. Siamo al collasso, lo sostengono persino – pur con la diplomazia infarcita di politichese – il presidente Mattarella e il premier Gentiloni.

Noi, a Torino, ci prepariamo ad accoglierne altri 450. Che diventeranno mille in pochi giorni. O forse il doppio. La dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che noi siamo diventati la vera terra di conquista da parte dei “rider” che solcano i mari e che, per convenzione, noi chiamiamo Ong, organizzazioni non governative. Chi siano questi “armatori” che sventolano la bandiera della solidarietà ma potrebbero nascondere il drappo nero dei mercanti di vite umane, non lo sappiamo.

O forse le identità sono note in alto loco se è vero che il governo starebbe valutando la possibilità di negare l’approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese. È ormai insostenibile che tutte le imbarcazioni che operano nel Mediterraneo centrale portino le persone soccorse in Italia. In soldoni, siamo alla resa di fronte all’invasione. E l’Europa non potrà limitarsi alle belle parole. Il contributo dell’Ue dovrà essere sostanziale. Come, lo si vedrà, se vogliamo essere ancora una volta ottimisti. Ma intanto blindiamo i porti. Sarebbe già un bel passo avanti.

fossati@cronacaqui.it

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