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Cronaca
IL CASO

Ricoveri e vaccini per i nuovi colori: «Coprifuoco alle 23 già da lunedì»

Oggi Regioni e Governo a confronto sulle riaperture ma la decisione potrebbe essere rinviata al 24 maggio

La prima richiesta su cui cresce la pressione dei governatori riguarda il coprifuoco, da spostare almeno alle 23 già da lunedì prossimo e trova una sponda nei ministri della Lega e da Forza Italia, nonostante la prudenza espressa dal presidente Mario Draghi e dal ministro Roberto Speranza, che potrebbero rimandare la decisione di una settimana ancora. Se la riunione della “cabina di regia” sulle modifiche da introdurre al decreto Sostegni a Palazzo Chigi è slittata, viene confermato per oggi il vertice tra Governo e Regioni per definire il nuovo calendario delle riaperture a partire dalle piscine alla ripresa delle cerimonie private, come i matrimoni, ma anche per discutere delle richieste che arrivano dai centri commerciali, ancora chiusi nei fine settimana o dal settore dei parchi tematici, la cui ripresa delle attività è prevista soltanto a partire da luglio. E a quel tavolo approderà anche un’altra istanza, più volte espressa dalle Regioni: rivedere gli indicatori che ancora regolano il sistema dei colori. Attualmente, infatti, con l’indice di trasmissione Rt sopra 1 si passerebbe automaticamente in zona arancione e con un valore di 1,25 in zona rossa. A rischiare al momento l’arancione sarebbero solo Lombardia, Veneto e Campania, ma da più fronti viene chiesto che il parametro venga sostituito con l’Rt ospedaliero, ovvero, con il numero dei ricoveri e non dei contagiati da leggersi in parallelo con l’andamento della campagna vaccinale. Le Regioni e il centrodestra attendono una prima decisione dell’esecutivo già venerdì sulla base del monitoraggio settimanale e una curva epidemiologica ancora in discesa. Questa l’unica condizione che avrebbe posto Draghi per l’allentamento del coprifuoco. Ma è battaglia, almeno, annunciata. A sollecitare una scelta, oltre alle mozioni per l’abolizione arrivate da Veneto e Liguria, ha provveduto anche il ministro agli Affari Regionali, Mariastella Gelmini. «Il Governo – ha spiegato – si era impegnato a rivedere il calendario delle riaperture a metà maggio: la data è arrivata dobbiamo discuterne entro fine settimana».

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