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IL MISTERO

Ricco anziano avvelenato nel lockdown. Il sospetto: «Forse volevano l’eredità»

Alte dosi di un anticoagulante nel sangue scoperte dopo una caduta, sospetti su due parenti

Avvelenato durante il lockdown, salvo per miracolo. È mistero su un anziano, solo e benestante, che vive in centro. Un uomo con pochi parenti rimasti in vita, proprietario di due case in città e di una villa in campagna, oltre che di un conto corrente robustoSul suo tentato omicidio la procura ha indagato per otto mesi, dalla scorsa primavera. Il caso, rimasto indiziario, va verso la chiusura, perché non vi sono certezze sui responsabili dell’avvelenamento. Ma la procura, che considera l’anziano non al sicuro, sta valutando di chiedere un tutore. Per evitare che le persone sospettate di avergli messo nel cibo, per settimane, un potente anticoagulante, non abbiano contatti troppo stretti con lui, e non accedano alle sue risorse.

Il giallo inizia lo scorso aprile quando l’anziano, che gode di ottima salute, ed è autosufficiente, subisce, come tutti, le conseguenze della quarantena. Non può uscire di casa. Due suoi lontani parenti, gli unici che ha, si offrono di preparargli la cena, ogni sera.

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