Murazzi
Spettacolo
IL CASO Nuova vita per i Muri, tra disco, cocktail e spettacoli

Riaprono i Murazzi 2.0: dopo 10 anni a maggio si torna a ballare sul Po

Gianca, Lanificio, Porto Urbano e la birreria Edit spalancano finalmente le porte ai torinesi ma non prima dell’Eurovision

I Murazzi riapriranno a fine maggio. La conferma arriva dai titolari dei locali che in questi giorni stanno seguendo i lavori di ristrutturazione delle mitiche arcate che spalancheranno nuovamente le porte popolo della notte tra poche settimane dopo oltre dieci anni di abbandono. Tanto è passato dai primi sigilli della magistratura messi sui portoni, per irregolarità amministrative ed igienico-sanitarie a carico degli ex gestori, che segnarono la fine di un epoca.

Dopo anni di battaglie legali i 14 imputati sono stati tutti assolti, ma non c’è stato nulla da fare per evitare che il lungo fiume più famoso di Torino cadesse nel dimenticatoio. Le lunghe attese per la consegna del materiale hanno ulteriormente ritardato la riapertura che con buona probabilità non avverrà prima dell’Eurovision. Ma le luci stroboscopiche e le casse si riaccenderanno subito dopo e i Muri entro la fine del mese prossimo torneranno a vivere, grazie al progetto e agli investimenti di una cordata di giovani imprenditori.

Ora la domanda che tutti si fanno è se torneranno a essere quelli di prima. «Vogliamo far rivivere lo spirito del vecchio Giancarlo, ma in modo diverso» spiega Alessandro Aliano, titolare di “Gianca”, la storica discoteca che ha dato i natali a tante band torinesi come i Subsonica e ha visto ballare milioni di giovani. L’interno sembra lo stesso di allora, le arcate, le tag sui muri, il vecchio bagno, i poster appesi alle pareti. «Con Studio Agile abbiamo realizzato un piccolo museo, si tornerà a ballare e a fare musica dal vivo, con aperitivi e brunch il sabato e la domenica – spiega Alliano che ci tiene a mettere in chiaro -: abbiamo puntato tanto sul piano sicurezza, monitoreremo le aree esterne con un servizio d’ordine a filo diretto con la questura».

Sempre a fine maggio rivivrà l’ex Alcatraz, con il nuovo cocktail bar di Filippo Camedda, titolare del “Lanificio San Salvatore” a San Salvario. Mentre sotto le arcate dei magazzini Devalle sono quasi terminati i lavori di realizzazione di “Porto Urbano” un locale di pubblico spettacolo gestito da Antonio Calandra e Marco Brignone al cui interno troverà spazio una birreria di Edit. A giugno dovrebbe poi aprire le porte il centro culturale Capodoglio, mentre per il cocktail bar e la brasserie verso il Valentino si dovrà probabilmente attendere dopo l’estate.

Anche il landscape sarà tutto diverso. «Abbiamo previsto 180 metri quadrati di dehors che si chiudono in un minuto» spiega l’architetto Davide Franchina, titolare dello studio Officina 8A che ha sviluppato il progetto delle aree esterne e di alcuni locali. «Stiamo aspettando l’autorizzazione da parte del Comune – aggiunge l’architetto – ma contiamo di piazzarli prima dell’inverno». Si tratta delle innovative strutture “Protego” realizzate dall’azienda svizzera Trusttecnology che, grazie ai rapidi meccanismi di apertura e chiusura, potranno essere salvate dalla piena del Po.

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