SCENA DEL CRIMINE

Regolamento di conti. Ma il killer si pente e tenta di uccidersi

Sarebbero stati semplici dissidi e diversità di pareri sul luogo di lavoro ad infuocare gli animi negli uffici della ditta di autonoleggi di via Santa Cornelia nella zona industriale di Formello a pochi chilometri di distanza da Roma. Sono gli spari sentiti in lontananza dalla cittadina di Roma Nord ad allarmare il vicinato poco prima delle ore 19 di martedì 20 ottobre. All’arrivo dei soccorsi da subito sulla scena del crimine un uomo è stato trovato morto e un altro riverso a terra in una pozza di sangue. I sanitari del 118 hanno soccorso l’uomo rimasto gravemente ferito che è stato subito trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Andrea. A perdere la vita è stato il cittadino iraniano Said Ansary Firouz di 68 anni colpito dall’autore dell’assassinio, suo connazionale 48enne. L’uomo, dopo aver esploso un colpo di pistola verso il suo capo, si è puntato l’arma da fuoco alla tempia e ha sparato. Sono intervenuti i carabinieri che hanno trovato e sequestrato l’arma. Le indagini sono in corso per appurare chiaramente il movente dell’omicidio. Secondo le prime ricostruzioni il delitto sarebbe avvenuto a causa di continue liti tra i due sul posto di lavoro probabilmente per problemi di natura economica. Alcuni testimoni hanno riportato agli inquirenti di non aver sentito proferire parola dall’ufficio, bensì solo gli spari. La vittima, titolare dell’azienda, sarebbe morta sul colpo senza nemmeno aver avuto il tempo di comprendere cosa stesse accadendo nel suo ufficio, con una dinamica che agli inquirenti resta ancora poco chiara. L’artefice del crimine oggi ricoverato resta sotto l’osservazione continua dei militari; l’uomo è ricoverato in attesa di essere sentito di fronte ad un omicidio-suicidio mal riuscito poiché senza dubbio mal congeniato. Raccolti i primi elementi investigativi, risulterebbero esserci vecchi rapporti di lavoro, ma al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista. È chiaro che il procedimento di inferenza delle caratteristiche dell’autore di un reato in virtù dell’analisi della scena del crimine è indubbiamente il punto di partenza di qualsiasi caso di cronaca cui si voglia dar lettura. Dunque tenendo conto della psicologia correlata allo studio complessivo del delitto, come in questo caso, dove la vittima forse parla più di un carnefice inerme in un letto d’ospedale, il crimine deve essere visto sempre nell’ottica di una relazione interpersonale tra offender e vittima. È chiaro che nelle indagini di questo tipo, serva chiaramente, soprattutto nella prima fase, quando ancora non si ha nessuna indicazione così precisa, stabilire quelli che sono i nessi di causa tra personalità del reo e le condotte psicologiche seguite anche nell’impeto dell’azione omicidiaria. A questo si aggiunge il delicato tema del suicidio che solitamente ha cause, storie cliniche, segnali e modalità di esecuzione ben precise, ma che si trasforma nel peggiore degli annullamenti dell’io e di se stessi.

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