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Economia
La fotografia della Corte dei Conti sul 2021

Regione, conti in ordine ma la sanità preoccupa: gli ospedali sono vecchi

Flop del Piano Arcuri. Dei 299 nuovi posti letto in terapia intensiva, ne sono stati realizzati solo 68

«Anche per il 2021 si evidenzia l’inadeguatezza delle strutture ospedaliere piemontesi». Non le problematiche. Non le difficoltà. L’inadeguatezza. Estrapoliamo questa frase dalla relazione annuale della Corte dei Conti sull’esercizio di bilancio della Regione Piemonte per mettere in luce le debolezze del nostro sistema sanitario. La principale voce di spesa per la Regione è proprio quella relativa alla sanità, con 9,4 miliardi di euro spesi nel 2021. Le uscite di questo settore incidono per il 75% sul totale del bilancio, ma la maggior parte della spesa è di natura corrente. Se si guarda infatti alla voce che riguarda gli investimenti si trovano appena 11 milioni di euro. Lo 0,1%, come ha sottolineato anche la presidente della Corte dei Conti Maria Teresa Polito di fronte al presidente della Regione Alberto Cirio e ai suoi assessori Andrea Tronzano per il Bilancio e Luigi Genesio Icardi per la Sanità. Rispetto al 2019, quando la spesa era di 245 milioni, la riduzione sugli investimenti è pari al 95% In altre parole: siamo fermi. Lo stesso dicasi per l’edilizia sanitaria. «Circa il 58% delle strutte ospedaliere piemontesi risulta critico per qualità strutturale» si legge nel report. Tuttavia il grado di obsolescenza appare lievemente diminuito, concedono gli esperti e calcolano che, per l’adeguamento edilizio degli ospedali regionali, il fabbisogno sarebbe di circa 1,70 miliardi di euro. Si pensi solo che le Asl hanno fatto richiesta per 118 milioni di euro per adeguamenti antisismici. «È vero che non siamo al massimo delle nostre potenzialità» ammette l’assessore Icardi e si trincera dietro l’attenuante della pandemia, della peste suina e del vaiolo delle scimmie. «Abbiamo avuto una serie di emergenze sanitarie da gestire» rimarca. Fatta eccezione per l’ospedale di Verduno però, le altre progettazioni appaiono procedere con lentezza. Così la Corte invita ad «accelerare i tempi di realizzazione delle nuove opere» e a «effettuare interventi di manutenzione e ammodernamento». Tra le note dolenti, anche il proliferare dei contratti «flessibili», che ha determinato una continua rotazione dei medici e che «incide sulla continuità assistenziale e sulla tempestività delle prestazioni» scrivono i giudici contabili. E ancora, la Corte dei Conti esprime preoccupazione per il recupero delle liste d’attesa e sottolinea la mancata attuazione del Piano Arcuri per la creazione di nuovi posti letto. Delle 299 terapie intensive annunciate nel 2020, ne sono state realizzate solo 68. «La Regione ha stanziato ingenti risorse proprie per raddoppiare i posti» si difende ancora Icardi.

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