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ASPETTANDO IL GIALLO

Regio, Stabile e Cafè Muller provano ad alzare il sipario

Si fa presto a dire “riapriamo il 26”. Sì, ma per quella data di che colore sarà il Piemonte? E con che spettacoli si riaprirà? Gli attori saranno pronti? Ed è sostenibile una capienza di pubblico del 50 per cento? Molte le domande e molta l’incertezza che aleggia in queste ore nei teatri del territorio per il riavvio delle attività artistiche annunciate dal ministro della Cultura Franceschini a partire da lunedì prossimo, riavvio sia all’aperto sia al chiuso, con un aumento dei posti occupabili in sala dal 25 al 50 percento, fino a un massimo di 500 spettatori (prima erano 200).

Se da un lato, infatti, c’è la voglia di ripartire, dall’altro occorre fare i conti con una serie di problematiche. Una su tutte: la mancanza di notizie certe.

Tutto sospeso, dunque, al momento al Teatro Stabile di Torino che però non appena avrà il via libera è pronto a partire: «Se diventiamo zona gialla siamo pronti ad aprire anche lunedì – dice il direttore dello Stabile Filippo Fonsatti -. Avremo due spettacoli: “Il piacere dell’onestà” al Carignano di Pirandello e “Le sedie di Ionesco”, entrambi con la regia di Valerio Binasco».

Il Regio ripartirà invece da “La traviata” di Giuseppe Verdi. Lo farà a maggio. «Date certe non ce ne sono ancora – precisano da piazza Castello -. L’opera dovevamo trasmetterla in streaming, lo faremo in presenza».

In presenza, e questa volta con una data certa, l’8 maggio, il Cafè Müller proporrà “Una luce nella selva oscura” di Roberto Zibetti, titolo che suona quasi profetico, mentre ultimo spettacolo unicamente on line sarà quello di venerdì prossimo, “traSh – Il grande peso della moda a piccoli pezzi”. Sempre a maggio “Shakespeare per 2” al Teatro Erba (data da definire) e “La tela del ragno” al Teatro Gioiello (pre – visto dal 21 al 30) segneranno la riapertura di Torino Spettacoli per questo scampolo di stagione. «Siamo in attesa del decreto ufficiale per la versione definitiva delle indicazioni dettagliate sulle modalità di riapertura – spiega la responsabile Irene Mesturino -; riverificheremo con la massima precisione il protocollo già applicato lo scorso anno adeguandolo alle indicazioni aggiornate in modo da avere un quadro preciso anche da condividere con le Compagnie ospiti per le future programmazioni». Nulla di fatto, invece, per il Teatro Alfieri dove gli spettacoli sono tutti da sold out. Così come l’altro palco privato torinese, il Teatro Colosseo per il quale è impossibile riprogrammare una stagione da un giorno all’altro, specie, quando si tratta, come nel suo caso, di titoli e personaggi da tutto esaurito. Altro che 500 posti.

Prosegue al momento con il calendario virtuale Fertili Terreni Teatro che giovedì, nell’ambito del format “Apriamo le stanze”, aprirà quella dedicata a “The Day Before” di Fabio Marchisio e il 29 quella di Daniele Bertolini con “The Condominium” di Daniele Bartolini. «Riapriamo solo il cinema, non ha senso il teatro perché la stagione ormai è finita e con sole 85 persone l’apertura non è sostenibile». A dirlo Stefano Mascagni, direttore artistico del Teatro Gobetti di San Mauro. E aggiunge: «Prima aprivamo dal venerdì alla domenica, ora lo faremo anche mercoledì e giovedì per diluire la presenza del pubblico, inoltre anticiperemo gli orari serali alle 19,30 o alle 20, dipenderà da cosa sceglie il pubblico con il sondaggio che abbiamo lanciato su Facebook». Nessun problema, invece, a giugno, quando aprirà la terrazza dietro al Gobetti. E allora «via con cinema, teatro e anche qualche concerto». Il Teatro Baretti, invece, potrebbe tornare dal vivo dal 29 aprile con lo spettacolo già pronto per lo streaming “Il ballo di Irene”.

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