VERSO LA RIAPERTURA

Il Regio Alive aspettando “La bohème”

Si è inaugurata ieri la serie degli otto concerti che hanno riacceso il palcoscenico. Dopo lo streaming: «Prepariamo spettacoli non stop in varie location e alle Ogr»

Eccetto la piccola parentesi estiva, per mesi l’unica musica udibile è stata quella emessa nell’atrio, al di là dalla maestosa cancellata di bronzo del suo ingresso. Ora, però, quel tempo è finito. Il Teatro Regio di Torino è, infatti, pronto a tornare sul palco, nonostante il momento economico difficile, il commissariamento, il tutto acuito dal Covid. Nasce così “Regio Alive”, il programma di otto concerti in streaming e gratuiti che accompagneranno gli spettatori fino al momento in cui il Teatro potrà effettivamente riaprire il sipario e la propria platea, anche se in misura ridotta (e zona rossa permettendo).

La musica dal vivo ha ripreso a suonare ieri sera, con “Il carnevale degli animali” di Saint-Saëns, eseguito dall’Orchestra del Teatro Regio e arricchito da un testo scritto dalla torinese Paola Mastrocola e recitato da Olivia Manescalchi. A questo si affiancheranno, poi, altre due esibizioni live, la prima delle quali, in programma il 4 dicembre, vedrà come protagonista il Coro del Regio, impegnato nell’interpretazione di alcuni brani di Donizetti, Ponchielli, Bellini, Verdi e Mascagni.

L’11 dicembre, invece, l’Orchestra d’Archi riproporrà due perle di Mozart e Dvorák, mentre nel corso dell’appuntamento conclusivo del 18 dicembre (ma in versione registrata) si dedicherà a composizioni di Mascagni, Mahler, Mendelssohn ed Elgar. Nel mezzo, l’Ensemble di Fiati e Percussioni eseguirà pagine di Brahms e Strauss (il 5) e di Beethoven e Mozart (il 13), mentre il Coro tornerà sul palco per cantare Schumann, Brahms e Fauré (il 12). Concerto a sorpresa, ma anch’esso registrato, il 6 dicembre (inizio alle 18 per tutti gli spettacoli).

Attesa con ansia, invece, la messa in scena de “La bohème” di Puccini, in programma a marzo ma rinviata causa lockdown. L’allestimento ricrea le scene originali di Hohenstein per la prima assoluta del 1896 (proprio al Regio), e «a ogni costo – giura il direttore artistico Sebastian Schwarz – sarà messo in scena», sia in platea sia, se ancora non fosse possibile, nei salotti domestici.

Oltre alla realizzazione della “Bohème”, il Teatro ha, inoltre, intenzione di prevedere, una volta conclusa l’emergenza, sei ore di musica al giorno in diversi luoghi dell’edificio e della città (tra cui le Ogr) per consentire l’apertura anche in caso di ingressi contingentati. Senza dimenticare, infine, i lavori di ammodernamento e agibilità cui sarà sottoposto, che renderanno entro 2022 il Regio uno dei teatri più antichi e all’avanguardia del Paese.

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