rifiuti via germagnano
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IL REPORTAGE Dentro il “villaggio” costato oltre due milioni

Con i reduci del campo tra ruspe, topi e rifiuti: «Cacceranno pure noi»

Prosegue lo sgombero in via Germagnano: tonnellate di immondizia da portare via

Un mordace pitbull, legato con la corda a un paletto, drizza le orecchie non appena nota la presenza degli estranei ed è poco incline alle carezze. Il quadro degli animali lo completano topi e galline. I roditori sbucano fuori a decine dagli ammassi indistinti di immondizia, mentre i pennuti scorrazzano liberi in mezzo alle persone. Via Germagnano, quel che resta del campo nomadi “regolare”, se davvero si può usare questo termine per definire l’esistenza che si è condotta per decenni in un luogo che poco ha a che fare con la civiltà e invece somiglia tanto a un lazzaretto. Gli zingari sul posto ci sono ancora, perché alcune case sono rimaste in piedi e sono abitate. Famiglie con numerosi bambini, che osservano con senso d’impotenza le ruspe e i “ragni” dell’Amiat mentre raccolgono le case buttate giù. È la fase finale del progetto di superamento della zona regolare del campo dopo i recenti, ultimi abbattimenti delle abitazioni. «Fra poco butteranno fuori anche noi da qui, che siamo gli ultimi rimasti», afferma con aria di rassegnazione una vecchietta mentre rientra nella sua casupola.

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