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Economia
Nel 2020 su 158mila beneficiari solo 24mila contratti

REDDITO DI CITTADINANZA. Scandalo dei sussidi: soltanto uno su dieci ha trovato un lavoro

Dal 2019 l’importo complessivo è stato di 242 milioni. Nei Centri per l’impiego sono passati in appena 80mila

La proporzione, per quanto empirica, impressiona al punto da chiedere di essere verificata più volte, proprio per timore di errori e imprecisioni. In Piemonte su dieci beneficiari del Reddito di cittadinanza quelli che non hanno firmato un contratto di lavoro sono nove, mal contati. Escluso dai contratti più dell’85% di quanti hanno ricevuto 529,84 euro di sussidio, in media, almeno una volta. Questo emerge se si sovrappongono i riscontri dell’Inps con l’inventario dei Centri per l’impiego della Regione che, dall’entrata in vigore del provvedimento al primo trimestre di quest’anno, hanno visto solo 80.375 persone transitare negli uffici. Anche da qui la scarsità di risultati dei 139 navigator ancora in servizio e precari a loro volta. Più concrete, invece, sono le somme versate ai titolari del contributo, anche queste in media, solo tra il 2019 e il 2021. Oltre 242 milioni di euro. Per la precisione 242.327.972 euro: 62 milioni nel 2019, 92 milioni nel 2020, 87 milioni nel 2021.

LA CHIMERA DEL CONTRATTO
Il contributo c’è, ma l’impiego resta una chimera. Per fare un esempio, soltanto lo scorso anno a fronte di 158.231 persone che hanno percepito almeno una mensilità di Rdc (537,33 euro) risultano firmati 24.126 contratti (14%). E di questi, sono appena 1.411 quelli a tempo indeterminato, a cui si affiancano 18.514 proposte a tempo determinato e 3.577 altri accordi di lavoro sempre a termine, oltre a 624 avviamenti tramite apprendistato. Nel 2019, non si può dire che sia andata molto meglio con 125.037 persone registrate dall’Inps come beneficiari del sussidio (500,58 euro) e 20.549 contratti firmati presso i Centri per l’impiego: 1.018 a tempo indeterminato, 552 in regime di apprendistato, 15.990 a tempo determinato e 2.989 afferenti a altre tipologie (16%). Ancora difficili da incrociare i i dati dell’anno in corso, per cui risultano 158.231 beneficiari e, nel primo trimestre, solo 1.408 contratti: 67 a tempo indeterminato.

NAVIGATOR SENZA ROTTA
«Precari che cercano un lavoro, spesso precario, a disoccupati». Peggio. «Precari che, quasi per miracolo, trovano un lavoro a tempo indeterminato a un disoccupato». Sono soltanto due delle definizioni più spesso associate ai cosiddetti “navigator” che, nel progetto del Reddito di cittadinanza avrebbero dovuto rappresentare una bussola nel mare magnum dell’occupazione. Il loro contratto è stato prorogato fino a dicembre in tutta Italia ma, nei fatti, questi sono passati da 174 a 139 negli ultimi dodici mesi, a fronte di uno stipendio mensile di circa 1.400 euro e 300 euro di rimborso spese. A Torino erano 53 e sono diventati 48, divisi su due Centri per l’impiego.

L’IDENTIKIT DEL BENEFICIARIO
I numeri dei Cpi della Regione permettono anche di tracciare una sorta di identikit dei beneficiari “tipo”. Su 80.375 sono 41.877 le femmine e 38.498 i maschi: 22.387 sotto 30 anni d’età, 14.523 tra 30 e 39 anni, 17.950 tra 40 e 49 anni, 25.515 con più di 50 anni. Gli italiani sono 53.134 e gli stranieri 27.241. La maggior parte ha la licenza media o ha assolto l’obbligo formativo (42.615), seguiti da chi non ha alcun titolo di studio (11.630) o il diploma (10.862), la licenza elementare (8.580), un diploma di istruzione professionale (4.520), la laurea di primo o secondo livello (1.645) un diploma universitario (363), un diploma extra universitario (118), un corso post laurea (42).

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