Alcuni dei profughi ospitati nell'ex hotel di Alpignano
Il Borghese

Recensioni e proteste

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Se vi capitasse di cercare su Internet l’hotel Parlapà di Alpignano potreste rimanere perplessi e sbigottiti di fronte alle indicazioni di un sito che recita: «un albergo per passare le tue serate con la tua escort», con tanto di link a un sito di accompagnatrici, che potrebbero essere la compagnia per visitare il museo del Castello di Rivoli o altri luoghi di interesse. E pensare che invece gli attuali ospiti, oltre quattrocento profughi, ne parlano malissimo: nella protesta di ieri, infatti, se la sono presa con il menù ripetitivo, con la mancanza di sedie per guardare la partita in televisione, il divieto di mangiare in camera («altrimenti sporcano» è la giustificazione della direzione, ma di solito negli hotel c’è il servizio di pulizia), niente cena se si rientra tardi (a meno che si sia impegnati in un progetto lavorativo). Una protesta articolata di poche decine di persone rispetto alla totalità degli ospiti, come spesso è capitato anche altrove: capetti, figure in cerca di una qualche leadership per scopi non meglio chiariti che fomentano proteste e rivolte. Ma per la prefettura va tutto bene, e per la cooperativa siciliana che ha partecipato al bando proponendo l’ex hotel come soluzione per l’accoglienza, tutto funziona alla meraviglia. Quasi certamente anche per la proprietà dell’hotel (chiuso un anno fa per mancanza di clienti) che in realtà progettava di farci una grande Rsa per anziani. Insomma, qualcuno dall’emergenza profughi ci guadagna.
Twitter @AMonticone

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