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Cronaca
CANTALUPA

Razzismo contro un bimbo: lasciato senza cibo e scalzo

Ha 8 anni ed è stato preso di mira durante una gita di Estate ragazzi

«Mio figlio è nato in Italia, perché mai dovrebbe sentirsi “diverso”? Diverso da chi? Certo è diverso da chi lo insulta senza motivo, da chi gli fa prepotenze, da chi compie atti di bullismo e da chi lo vuole fare soffrire». E’ un fiume in piena papà Noreddine Baqili dopo gli atti di bullismo/razzismo subiti dal figlio di otto anni«Spesso viene insultato da altri bambini i quali altre volte non vogliono fare attività con lui». L’ultimo episodio si è verificato qualche giorno fa durante una gita in una piscina del pinerolese organizzata con l’Estate Ragazzi«Quando sono arrivato a prenderlo, ho scoperto che gli erano state fatte sparire le scarpe e il contenitore del cibo che aveva portato da casa – racconta -. Dopo aver cercato a lungo, io stesso ho trovato il contenitore del cibo in un bidone dell’immondizia. Era stato aperto prima e dentro si erano infilate le formiche, di fatto rovinato. Per fortuna, uno degli animatori è stato così gentile da offrirgli il pranzo. Le scarpe invece sono state ritrovate nascoste dietro a qualche cespuglio dagli stessi animatori, quando noi purtroppo ce ne eravamo già andati per andare a comprargliene un altro paio».

«Perché un bambino di otto anni deve subire tutto questo?» si chiede Norredine che vive a Cantalupa con la famiglia e dove ha iscritto il figlio all’Estate Ragazzi locale. «Io sono venuto qui dal Marocco quando avevo la sua età e ho vissuto quello che sta vivendo lui in questo momento, so che cosa significa. Ma non voglio più che subisca tutto ciò, perché sono davvero comportamenti che ti danneggiano la vita» spiega Noreddine. «Per fortuna mio figlio è ancora abbastanza ingenuo, non capisce la gravità di certi gesti o certe parole».

Non era la prima volta che il figlio subiva attacchi di questo genere, ma l’episodio dei giorni scorsi che ha lasciato il figlio quasi senza pranzo e letteralmente scalzo, ha fatto riflettere Noreddine che per questo ha deciso di lanciare un messaggio sui social, presto diventato virale e che oggi ha raggiunto quasi mille like e centinaia di condivisioni.

«Quello che è successo mi ha fatto capire che devo fare qualcosa – scrive -. Noi adulti abbiamo il dovere di fare qualcosa affinché queste cattiverie non accadano più! Tante volte sentiamo parlare di integrazione, accoglienza, vicinanza. Ma tante volte siamo proprio noi adulti, con le parole che pronunciamo, con le azioni che compiamo, a trasmettere insegnamenti sbagliati ai nostri figli. Noi adulti abbiamo il dovere di fare attenzione alle parole che pronunciamo e alle azioni che compiamo – conclude -. Mi auguro che anche voi siate pronti a fare altrettanto, perché solo così potremo costruire una comunità in cui nessuno si debba sentire “diverso».

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