erik zardo
Cronaca
VAL DI CHY

Rapito e portato in Ucraina: su Erik ora indaga l’Interpol

Il bambino è stato sottratto al padre e ora si trova in zona di guerra

Si chiama Erik Zardo, ha 12 anni, ed è stato rapito dalla madre e dalla suocera dieci anni fa al padre, Mimmo Zardo di Val di Chy in CanaveseDella sua tragica vicenda ora si interessa anche l’Interpol, con una “Yellow Notice” ovvero un mandato di ricerca internazionale per il piccolo.

Zardo la scorsa settimana, in occasione della ricorrenza dei dieci anni dal rapimento, ha manifestato di fronte al tribunale di Ivrea. La sua è una vicenda paradigmatica dell’eccesso di tutele di cui godono le madri rispetto ai padri in taluni casi di separazione. Nel 2012, infatti, la moglie Tetyana Gordiyenko, ucraina, dopo aver accolto a casa la madre Olga, comincia a litigare con Mimmo. Fino a quando si reca dai carabinieri e lo denuncia per maltrattamenti, poi torna a casa, prende il figlio Erik e, con la madre di lei, spariscono. Mimmo è sbigottito, non può più vedere il figlio e pende su di lui un’accusa infamante. Passano i mesi e lentamente ottiene dei rari colloqui. La donna è protetta dai servizi sociali a seguito della denuncia. Intanto il processo va avanti e la ragione comincia ad emergere. È allora che la madre Tetyana rapisce il piccolo Erik. Mesi, anni di angoscia per Zardo che chiede di avere sue notizie dall’Ucraina ma rimbalza contro un vero e proprio muro di gomma.

Intanto la giustizia italiana fa il suo corso e Mimmo viene assolto, mentre Tetyana viene condannata a cinque anni e due mesi per rapimento e sottrazione di minore. Zardo fra mille peripezie, senza arrendersi mai, viene a sapere che il figlio vive con la madre in un villaggio nell’Oblast di Zhythomyr. Ma non si comprende in base a quali leggi non lo può riavere indietro.

Ora, però, la tragedia di Zardo si incrocia con quella di un’intera nazione. L’Ucraina viene invasa dalla Russia, e la zona dove si trova Erik è spesso nominata per combattimenti e bombardamenti, a questo si aggiunge che 13 milioni di ucraini risultano sfollati. Di Erik non ha più notizie. Ma Mimmo non si arrende, oltre all’Interpol anche l’ambasciata italiana a Kiev sembra avere preso a cuore la situazione e così come nei mesi passati ha cercato di mettere in salvo gli italiani in Ucraina, ora si impegnerà a trovare il piccolo Erik. «Ho passato 6 anni e 30 udienze per vedermi assolto da un’ingiusta accusa. Io ho perso tutto, ho perso quello che avevo di più prezioso. Ora voglio solo mio figlio. Sono sempre stato calmo, ma ora sono stufo. Voglio essere ascoltato dal procuratore e visto che lo Stato Italiano continua ad aiutare l’Ucraina, mi chiedo se questa collaborazione non preveda che anche l’Ucraina debba collaborare».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo