AggressioneNonnina
Cronaca
A PORTA PALAZZO

Rapinano il crocifisso a un’anziana, subito liberi. «Hanno chiesto scusa»

Due marocchini recidivi arrestati e scarcerati dopo tre giorni: «Si sono ravveduti»

Hanno seguito un’anziana sola, l’hanno rapinata in tre, mettendole le mani al collo e strappandole il crocefisso dal collo. Arrestati (in due) dalla polizia tre giorni fa, sono stati scarcerati ieri perché, così ha scritto il giudice, «hanno chiesto scusa» e hanno promesso «di disintossicarsi» dalle droghe che regolarmente assumono. Uno dei due rapinatori era stato scarcerato da soltanto un mese.

La giornata della baby gang inizia il 2 agosto col pedinamento di un’anziana in piazza Alimonda. Lei riesce a evitare la rapina perché affretta il passo e si chiude dentro al portone di casa. Il secondo tentativo avviene pochi minuti dopo al Lidl di via Aosta. Puntano un ragazzo appena uscito, collana d’oro al collo. Si accorge dei tre rapinatori marocchini un negoziante che li insulta in arabo. La banda scappa a Porta Palazzo.

Arriva la preda perfetta. Un’anziana che cammina lenta, col carrello carico di spesa. Va a prendere il pullman. Sola. Seguendo un protocollo rodato i tre la affiancano. «Pensavo che giocassero – ha detto la nonnina a un agente – il ragazzo che mi ha sorpassata è venuto verso di me. Pensavo che volesse chiedermi qualcosa, invece con uno scatto mi ha messo le mani al collo. Ho provato a trattenere il mio crocifisso ma me l’ha portato via». A quel punto, c’è un inseguimento quasi da film, dei poliziotti in borghese del commissariato Dora Vanchiglia, tra i banchi della piazza. Ne fermano due. Il carcere dura tre notti.

Ieri, il gip, respingendo la richiesta della misura di custodia cautelare del carcere della pm Laura Longo, ha liberato i rapinatori. Scrivendo che gli indagati «hanno chiesto scusa» e mostrato «segnali di ravvedimento» promettendo, verbalmente, che avrebbero smesso presto di drogarsi. Una parola che probabilmente non sarà d’onore, considerato il fatto che, come lo stesso gip scrive, nessuno dei due lavora, né studia, ed entrambi sono «gravati da pendenze dattiloscopiche della stessa specie». Uno dei due, difeso dall’avvocata Francesca D’Urzo, è stato arrestato due mesi fa per una rapina in largo Saluzzo. Era uscito di prigione da un mese.

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