rapina villa montanaro
Cronaca
IL FATTO

Rapina in villa, un arresto: incastrato da una cicatrice

Padrona di casa pestata: in manette un romeno, caccia al suo complice

E’ durata poco la fuga di uno dei due rapinatori che lunedì mattina hanno assaltato una villa di Montanaro. I carabinieri della compagnia di Chivasso l’hanno arrestato martedì pomeriggio, recuperando anche parte della refurtiva.

In manette è finito un romeno 21enne, mentre il suo complice è ancora da identificare ma anche lui potrebbe presto finire tra le mani dei carabinieri. Gli investigatori sono arrivati al giovane grazie all’aiuto di alcuni testimoni che hanno visto lui e il suo complice salire su un’auto mentre fuggivano dalla villa di via Don Minzoni. Una fuga che poi è proseguita in taxi. Il 21enne è stato fermato dai militari proprio mentre era in auto e ancora a Montanaro. A incastrarlo non sono solo i testimoni ma soprattutto ciò che i carabinieri hanno trovato a casa sua: i vestiti utilizzati per la rapina e due carte di credito, parte del bottino del colpo del giorno precedente. Nessuna traccia invece di soldi e gioielli: forse sono stati già rivenduti o sono ancora in mano al suo complice.

Lunedì, i due hanno colpito in pieno giorno. Non erano neanche le 10 di mattina quando sono stati sorpresi dalla padrona di casa, una 38enne, dopo essersi introdotti nella sua abitazione. Invece di scappare, i due rapinatori l’hanno minacciata con un taglierino, presa a schiaffi e colpita con un pugno sul volto. Poi la donna è stata obbligata ad aprire la piccola cassaforte di casa dove erano conservati soldi e preziosi per circa 10mila euro. Il 21enne è stato già riconosciuto dalla vittima, grazie anche a una cicatrice sul sopracciglio. Per ora è accusato di rapina e ricettazione, in attesa di chiarire chi tra lui e il complice ha picchiato la padrona di casa. Se il giovane continuerà a non collaborare con gli investigatori, il nome del suo complice potrebbe presto essere scoperto grazie all’analisi del traffico telefonico del suo cellulare, anche nel caso in cui i messaggi siano già stati cancellati: è infatti presumibile che nelle ore immediatamente antecedenti e successive al colpo, i contatti tra i due siano stati frequenti.

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